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Pd, parte da Genova il no “della base” all’accordo con il M5S

Alcuni militanti del partito di centrosinistra hanno lanciato una sottoscrizione che è anche un appello alla coerenza

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Genova. Maurizio Martina, il segretario reggente del Partito Democratico, ha dichiarato che, dopo la direzione nazionale di mercoledì – quando i vertici dem sceglieranno se dire sì o no a un eventuale accordo con il M5S per la formazione di un nuovo governo – sottoporrà quella stessa decisione, con un sondaggio, alla “base” del partito, ai circoli, agli iscritti, per tastare il polso e capire se andare avanti sulla strada del compromesso oppure no.

Ma a Genova il processo è già iniziato. Da un paio di giorni alcuni militanti del Pd, renziani perlopiù, ma non solo, hanno iniziato a raccogliere firme per una sottoscrizione che “invita il partito a essere coerente con i propri valori e la propria storia – spiega Paolo Turci, uno dei promotori – e e per tale ragione a negarsi all’offerta pervenuta di trattare la formazione di un nuovo governo con il M5S”.

Per ora hanno aderito 56 militanti, ma l’interesse all’appello starebbe varcando i confini della provincia, con l’arrivo di altre adesioni.

Tra i firmatari l’avvocato renziano Paolo Turci, Giorgia Mannu, giovane esponente dei Dem tra le fautrici della petizione on line pro Terzo Valico. Claudio Pontiggia, già consigliere comunale del Pci negli anni 80, con la moglie Susanna Picasso, il presidente del circolo Arci Merlino Olindo Repetto e l’ex dirigente scolastico del Deledda Ignazio Venzano

Ecco il testo integrale dell’appello.
Noi siamo quella parte degli Italiani che hanno creduto fortemente nel progetto riformista e modernizzatore messo in campo dal PD fin dalla sua nascita. Noi siamo quelli che sentono essere imprescindibile il totale rispetto delle forme della democrazia parlamentare rappresentativa, qualunque siano i limiti che le classi dirigenti del Paese dovessero eventualmente mostrare. Noi siamo quelli che pensano che il rispetto degli altri passi anche dall’onestà dell’informazione propagandata. Noi siamo quelli che ritengono che nessuno dei grandi problemi della Nazione possa essere oggi risolto al di fuori di un contesto di stretta collaborazione europea. Noi siamo quelli che giudicano possibile un futuro di speranza per le nuove generazioni solo ove rinascano i fattori della nostra crescita economica. Noi siamo a favore delle grandi infrastrutture e delle grandi occasioni di incontro tra i popoli. Noi siamo quelli che pongono il valor del “lavoro” quale elemento fondante della coesione sociale. Noi siamo quelli per i quali l’avversario politico è solo un cittadino che non la pensa come me. Loro sono quelli che hanno contrastato aprioristicamente ogni riforma fatta o proposta negli ultimi anni, insultando in ogni modo possibile chi a provato a farle. Loro sono quelli che ritengono superati i partiti, da rimpiazzarsi con forme di pretesa democrazia diretta e plebiscitaria via web. Loro sono quelli delle “bufale”. Loro sono quelli del referendum sull’uscita dall’Euro. Loro sono quelli che credono nella decrescita felice. Loro sono contro le grandi opere e le grandi manifestazioni. Loro sono quelli che ritengono il lavoro un optional, bastando il reddito di cittadinanza. Loro sono quelli che ci odiano e che insegnano ad odiarci. Se essere democratici vuol anche dire essere coerenti; se crediamo che la democrazia venga tradita quando si fa un accordo di governo pensandola all’opposto su ogni argomento; se crediamo che il popolo sovrano che si è espresso nelle urne non vada umiliato con delle soluzioni di governo contraddittorie; allora dobbiamo concludere che non vi può essere oggi una trattativa per un accordo di governo tra PD e M5S. Restiamo noi, e restiamolo con forza!