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Non ce l’ha fatta il capriolo caduto nell’ascensore della villa di Renzo Piano

Stamani l'intervento dei vigili del fuoco e ancora una volta un problema sulle competenze per la presa in carico dell'animale selvatico

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Genova. Non ce l’ha fatta il capriolo ferito, recuperato questa mattina a Vesima, nel ponente genovese, da una squadra dei vigili del fuoco.

L’animale selvatico era caduto, forse la notte scorsa, ma è stato trovato solo stamani, nel vuoto dell’ascensore interno alla villa privata di Renzo Piano, una sorta di piccola funicolare che collega la scogliera di villa Azzurra alle fasce coltivate della residenza dell’architetto.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, intorno alle 9. La morte dell’animale ha “risolto” per così dire un problema di competenze legato alla presa in carico della bestia ferita. Per diverse ore non è stato possibile individuare un ente che potesse occuparsi del capriolo.

L’accaduto ha fornito uno spunto “politico” all’assessore regionale alla Fauna Stefano Mai: “La scellerata riforma Delrio, che ha portato alla soppressione dei servizi essenziali svolti dalle Province, tra cui il presidio dell’entroterra e il controllo della fauna selvatica, continua a produrre effetti deleteri – dice – che sfociano in episodi, che non possono che scuotere l’opinione pubblica. La morte del capriolo, verificatasi oggi a Vesima, dopo una lunga agonia dell’animale, è il risultato delle politiche governative che hanno del tutto abbandonato le nostre vallate, svuotato le casse e tolto competenze per svolgere attività essenziali di presidio del territorio”. Regione Liguria ricorda di avere peraltro, cofinanziato la realizzazione del Cras di Campomorone e quello di prossima realizzazione nello spezzino.