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Ilva, la Fiom e la Uilm genovesi disertano gli incontri romani: “Basta gite inutili a spese dei lavoratori”

Nessuna manifestazione in programma al momento, ma a breve possibili assemblee in tutti gli stabilimenti

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Genova. Sangue freddo ma insieme la determinazione a non piegarsi a richieste ritenute inaccettabili che in base agli ultimi incontri prevedono esuberi (solo 10 mila o 8.500 dipendenti sarebbero assunti da Mittal) e tagli alla parte variabile del salario.

Al momento la Fiom e la Uilm hanno una linea abbastanza vicina rispetto alla delicata vertenza Ilva sia a livello nazionale sia genovese. “Come Uilm Genova – spiega Fabio Ceraudo – abbiamo già disertato gli ultimi incontri perché si tratta di inutili gite a spese dei tesserati e ce le risparmiamo volentieri. Mi pare difficile che si possa uscire da questa situazione di stallo finché non ci sarà un nuovo governo che si assuma delle responsabilità”.

Una vertenza che secondo la Uilm genovese ha fatto passi indietro più che avanti: “Am Invesco ha capito perfettamente la situazione e ha riportato la trattativa al punto zero che è per noi inaccettabile”. La Uilm genovese invita tuttavia a evitare balzi in avanti: “Spero che qualsiasi decisione venga intrapresa sia una decisione condivisa fra tutti – dice ancora Ceraudo perché se vogliamo dare un segnale a Mittal o al Governo dobbiamo farlo con tutti gli stabilimenti uniti”.

La Fiom genovese, dopo che nella tarda serata di ieri, ha deciso di disertare l’incontro di domani, prova a tranquillizzare tutti: “Al momento non abbiamo in programma manifestazioni – spiega il segretario genovese Bruno Manganaro – ma è evidente che per noi il rispetto dell’accordo di programma è imprescindibile e se qualcuno pensa di mettere in discussione gli organici concretizzando quello che ci è stato detto agli ultimi tavoli dove si parla alla fine di 5.500 esuberi, a Genova non lo accetteremo”.

Ora l’attesa è comunque per il tavolo di domani dove andranno oltre alla Fim genovese, e i sindacati di Taranto, i tre segretari nazionali. “Vediamo cosa succede ma poi come ho già detto credo che sia il caso di riferire ai lavoratori quanto ci è stato detto finora quindi a seconda dell’esito di domani credo sia corretto convocare quanto prima assemblee in tutti gli stabilimenti”.