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Ilva, ancora una fumata nera. Manganaro (Fiom): “Palude infinita e distanze incolmabili”

Ma domani il tavolo prosegue. La Fiom: "Colpa del Governo che pensa di prenderci per sfinimento ma sbaglia

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Genova. “Continuiamo a navigare in una palude infinita con distanze che al momento restano incolmabili”. E’ il commento tranchant del segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro, a Roma per l’ennesimo tavolo al Mise sulla vertenza Ilva.

Tavolo che anche oggi si è chiuso con un nulla di fatto: il nodo della giornata verteva sulla parte variabile del salario (dai premi di produzione ai quelli di risultato) che Am Invesco vuole ridiscutere mentre i sindacati chiedono che resti esattamente come è oggi. “Una giornata infinita fatta di riunioni ristrette con i soli segretari nazionali e proposte di Mittal che sono state puntualmente rispedite al mittente”.

Al momento tutti e tre i sindacati anno una posizione unitaria e la Fiom genovese ribadisce: “Noi chiediamo continuità di occupazione, di reddito e di diritto. Se questo non ci sarà non ci sarà per noi nemmeno un’ipotesi di accordo”.

Per la Fiom genovese la responsabilità “è del Governo con il ministro Calenda in prima fila che – dice Manganaro – ha giocato la partita con Mittal firmando un accordo per 8500 dipendenti e tagli al salario variabile e ora pensa di riversare sul sindacato la colpa di un mancato accordo per tutelare la sua immagine politica”.
Di fronte all’eventualità che il Governo possa chiudere la partita con Mittal senza l’accordo sindacale la Fiom genovese non mostra esitazioni: “Lo facciano. Sarà la prima volta che l’Ilva sciopererà unità in tutta Italia”.

Il tavolo proseguirà nella giornata di domani a partire dalle 9.30.