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I facchini dell’albergo a 5 stelle pronti a incrociare le braccia: stato di agitazione al Melià. Ma l’hotel smentisce

"Non abbiamo preso alcuna iniziativa sui turni, ma abbiamo chiesto la presenza di una figura idonea a compiere tale compito", spiegano dalla dirigenza

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Genova. Stato di agitazione per i lavoratori del servizio di facchinaggio dell’Hotel Melià di Genova, in via Corsica. Questo perché la dirigenza dell’albergo 5 stelle genovese ha chiesto loro di lavorare per un mese intero di notte e poi un mese intero di giorno.

Interessati sono 4 addetti al servizio in appalto di facchinaggio di cui si serve la struttura (30 addetti in appalto tra facchini e cameriere ai piani). “Il servizio non è internalizzato, ma è un appalto – spiega Luciano Gullone, segretario regionale Uiltucs Liguria- Le richieste della dirigenza sono una follia sia sotto il profilo della salute e della sicurezza dei lavoratori in questione, sia per la natura del rapporto di lavoro che, essendo un appalto, rischia di snaturarsi a vantaggio del soggetto appaltante”. “L’organizzazione del lavoro, infatti, dovrebbe essere prerogativa dell’azienda che fornisce il servizio di appalto, continuano dal sindacato – Per la tutela dei facchini, a partite da questo momento la Uiltucs della Liguria dichiara lo stato di agitazione per il settore del facchinaggio dell’albergo Melià”.

Certo dalla dirigenza dell’hotel arriva una secca smentita. “Smentiamo categoricamente di aver preso qualsiasi iniziativa nei confronti degli addetti al facchinaggio in merito all’organizzazione dei turni diurni e notturni nei mesi futuri, contrariamente a quanto lascia intendere nella sua dichiarazione il segretario regionale Uiltucs Liguria, Luciano Gullone; la richiesta di una figura idonea a svolgere tale compito è stata invece correttamente inoltrata dalla dirigenza dell’Hotel Melià all’azienda che ha in appalto il servizio”.