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Euroflora, scatta il countdown: tutte le curiosità dal fiore per papa Francesco, al labirinto di papaveri e alle pigne giganti fotogallery

Il 21 aprile la kermesse apre i battenti, 400 mila le piante che animeranno 8 ettari di spazi open air

Genova. Immaginate di camminare in un labirinto lungo 200 metri e di perdervi a guardare una pioggia di papaveri sospesi, oppure di specchiarvi in un lago di ninfee come se foste in un quadro impressionista, o di scoprire le più incredibili specie di bonsai o cactus, e ancora di restare a bocca aperta osservando le pigne gigantesche dell’auricaria, pianta rarissima e delicatissima che sarà tra i protagonisti dei parchi di Nervi, nei giorni di Euroflora 2018.

Euroflora

Manca davvero poco – meno di 10 giorni – all’apertura della manifestazione tanto attesa e altrettanto discussa, prevista ai parchi di Nervi, appunto, dal 21 aprile al 6 maggio. Un appuntamento che a Genova manca dal 2011 e che per la prima volta si svolge open air. “Il cambio di prospettiva è tutto – dice Rino Surace, responsabile del progetto di Euroflora 2018 – essere in un parco straordinario come quello di Nervi ci ha messo alla prova, ma abbiamo chiesto a chi ha progettato gli spazi di pensarli in maniera simbiotica con il parco stesso, e ci sono piante come l’auricaria, con le sue pigne enormi, che non avremmo mai potuto avere all’interno degli spazi della Fiera”.

260 espositori tra diretti e indiretti, 400 mila piante di vario genere, 8 ettari di superficie e sei grandi quadri, quattro dei quali dedicati agli elementi naturali. Fuoco, acqua, terra e aria. Red Wave, realizzato con il contributo di Basko, con lunghe fiamme di margherite rosse che arrivano a lambire la sommità del grande prato, il Lago delle ninfee, presentato da Fincantieri, ad accogliere il riflesso del paesaggio e del cielo, le contaminazioni tra arte e natura di Germinazioni, personalizzato Toyota, pareti di verde verticale che accompagnano in una sequenza di quinte vegetali “Capsica Red Light” di Giuseppe Carta, installazione scultorea di venti peperoncini rossi in bronzo e resina policroma, e del Labirinto, presentato grazie a Msc, un percorso di 200 metri di lunghezza, alto 180 centimetri, dove lo sguardo del visitatore si alzerà verso il Bouquet de Coquelicots Suspendus (Bouquet di papaveri sospesi) ideato dal costruttore di aquiloni Alain Micquiaux.

Euroflora

“Il maltempo degli ultimi giorni non ci ha favorito – spiega Egizia Gasparini, l’architetto progettista di Euroflora – ma i tecnici hanno proseguito a lavorare e siamo ormai quasi pronti per aprire i battenti”. Alla realizzazione di Euroflora, oltre ad Aster, hanno partecipato anche gli studenti di agraria dell’istituto Marsano.

Tra le novità di quest’anno anche due fiori totalmente “made in Liguria”: “Itala” la margherita e “Francesco” l’elleboro. “Itala”, in onore di Italo Calvino, cresciuto tra il parco della villa “la Meridiana” e la stazione sperimentale di floricoltura di Sanremo, è una margherita adatta alla coltivazione in vaso con il fiore bianco, che ha da poco ottenuto la protezione comunitaria.
“Francesco”, in onore di Papa Bergoglio, è invece un elleboro bianco presentato all’ultimo Festival di Sanremo, come fiore contro la violenza di genere. Per la prima volta il grande pubblico avrà la possibilità di ammirarli dal vivo a Euroflora. Le due novità sono il frutto della ricerca varietale portata avanti dall’Istituto Regionale della Floricoltura, con sede a Sanremo. “Le composizioni floreali – sottolinea l’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo – metteranno un ulteriore accento sulle opere della Gam, coniugando l’arte e i significati del linguaggio dei fiori”.

Curiosa anche la scelta fatta dal Comune di Genova, che sarà presente con uno stand di 700 metri quadri che, tra felci altissime e cespugli, ma anche fiori rossi e bianchi a simboleggiare i colori del vessillo della Superba, sarà dedicato al tema del vento. Anche con speciali effetti sonori. Si tratta di un percorso che porterà a ricordare proprio la windstorm, la tempesta, che tra il 13 e il 14 ottobre abbattendosi sui parchi di Nervi danneggiò gravemente il suo ingente patrimonio arboreo.