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Euroflora, parchi di Nervi protagonisti per una manifestazione organizzata a tempo di record fotogallery

Diciamolo, le piante in numero e specie sono meno rispetto alle edizioni passate. Ecco perché

Genova. Tutto pronto o quasi per l’inaugurazione di Euroflora, la manifestazione che apre al pubblico questo sabato 21 aprile. Uomini e mezzi di Aster, la partecipata del Comune di Genova che si è occupata dell’allestimento, stanno lavorando a spron battuto per mettere a punto gli ultimi dettagli: vasi da posizionare, tubature da nascondere, zolle da piazzare e piante da annaffiare. Nel giorno del taglio del nastro e dell’anteprima per stampa e giuria, Euroflora 2018 è un via vai operoso di tecnici, paesaggisti, giardinieri.

D’altronde i lavori “Sono iniziati soltanto il 27 marzo” – spiega Valentina Dallaturca, che insieme a Egizia Gasparini ha progettato Euroflora 2018. Il sole estivo di questi giorni sarà la marcia in più di una manifestazione che, per la prima volta realizzata all’aperto, ai parchi di Nervi, punta tutto sull’integrazione tra ambiente naturale e progettazione artistica. Oltre otto ettari di superficie, milioni di piante, oltre 250 tra florovivaisti, paesaggisti e mastri fioristi sono alcuni dei numeri della floralie che punta ad attirare tra i 180 mila e i 200 mila visitatori, per rientrare nelle spese sostenute per realizzarla. Numeri molto inferiori rispetto a quelli del passato: quando Euroflora si svolgeva alla Fiera, nel 2006, arrivarono 562 mila persone, furono 430 mila le presenze nel 2011, con un buco di centinaia di migliaia di euro nei conti finali.

C’è da dire che ai parchi di Nervi, tutelati dalla Sovrintendenza, il limite di ingressi al giorno è 20.000, e quest’anno il budget è stato molto inferiore rispetto ad allora. E anche le piante sono meno e forse meno spettacolari. C’è più di un motivo: uno è il fatto che la manifestazione sia organizzata all’aperto. Non tutte le specie possono resistere in un clima come quello della primavera ligure (calda, oggi, ma fredda, fino a una settimana fa). Basti pensare che per non è stato semplice trovare una collocazione per le orchidee di Taiwan, piazzate infine in un’area ombrosa e riparata dal vento.

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L’altro motivo è il tempo. Euroflora è stata annunciata alla fine del 2017. Pochi mesi fa. Le grandi società di floricoltura che nel passato hanno reso spettacolare la manifestazione, hanno bisogno, di solito, di un anno e mezzo circa di preavviso per progettare i propri spazi e quindi produrre piante ad hoc.

Infine, il grande assente è il fiore reciso, che rappresenta peraltro una fetta importante del florovivaismo nazionale e ligure. “Abbiamo deciso di utilizzare fiori recisi sono per alcune opere limitati “ha sottolineato Valentina Dallaturca.

Tra le scenografie di maggiore impatto, la Red Wave, una distesa di margherite rosse e rosa, che però deve ancora fiorire completamente, il labirinto di siepi con i papaveri sospesi realizzati dall’artista Alain Micquiaux, il prato con i peperoncini giganti dello scultore Beppe Carta, circondati da pareti fiorite. “Dove sono state piantate – continua Dallaturca – 15 mila piantine, una a una, a mano, anche sotto le intemperie delle scorse settimane”. Questa mattina qualche ingorgo di auto e mezzi da lavoro, nella zona della stazione di Nervi e quindi dell’ingresso alla manifestazione, dove però, da domani, il traffico dovrebbe essere bandito.