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Dipendenti Amiu licenziati dopo inchiesta Switch, a Tursi commissione annullata tra le polemiche

Campanella: "Bavaglio alla democrazia". Il Pd: "Assurda la richiesta di una commissione segreta"

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Genova. Bagarre a Tursi e commissione annullata sulla vicenda Amiu-Switch. La commissione era stata chiesta dal capogruppo di Fratelli D’Italia Alberto Campanella. All’opposizione i commissari erano convinti si trattasse di un aggiornamento sulla situazione dei lavoratori di Switch e della cooperativa Giglio rimasti senza impiego dopo l’ondata di arresti di due anni fa in seguito all’indagine per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danno dello Stato, traffico illecito di rifiuti e frode.

In realtà Campanella, che aveva portato con sé due avvocati-consulenti, voleva parlare delle disparità di trattamento che a suo avviso sarebbe stata applicata da Amiu che, dei 5 dipendenti finiti in custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta 4 sono stati licenziati e il quinto no. E per trattare l’argomento ha chiesto una commissione segreta.

La maggioranza in un primo tempo ha dato l’ok alla commissione segreta, ma l’intervento del consigliere Pd Alessandro Terrile ha chiesto una mozione d’ordine spiegando che “mai in consiglio comunale o in commissione era stata fatta una scelta del genere e che il consiglio comunale non poteva comunque entrare nel merito di vicende giudiziarie e disciplinari prese singolarmente”. Alla fine dopo una mattinata di discussioni la commissione, dopo un nuovo voto che ha messo d’accordo tutti (maggioranza e opposizione) ad eccezione di Fratelli d’Italia, è stata annullata.

Furioso il capogruppo di Fratelli d’Italia Campanella che sulla sua pagina Facebook ha sbottato: “Oggi la democrazia ha ricevuto uno schiaffo: purtroppo la vecchia politica è andata in scena pure oggi, con ex consiglieri comunali del PD e poi passati sul carro dei vincitori, che hanno dimostrato il loro vero dna, Ripresenterò l’argomento in aula rossa a tutela del futuro dei lavoratori che devono avere stesso trattamento a seguito di eguali contestazioni”.

Nella commissione di questa mattina erano presenti sindacalisti della Cisl e della Uil che non sono però stati auditi.

“In generale – commenta Umberto Zane della Cisl – credo che il consiglio comunale abbia diritto ma anche il dovere di conoscere che tipo di politica disciplinare viene applicata da una sua controllata e di come le linee guida che dà l’amministrazione vengono declinate all’interno dell’azienda. Certo il consiglio comunale non poteva affrontare casi singoli perché non è questo il compito della commissione, ma mi auguro che ci sia l’occasione per affrontare questo tema nella sua complessità”.