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Il consiglio regionale approva la proroga della sospensione della legge sull’azzardo

Ampio dibattito, con le opposizioni contrarie al disegno di legge approvato e presentato in fretta e furia in consiglio

Genova. Il consiglio regionale ligure ha approvato, con 16 voti favorevoli su 29 votanti, la proroga della sospensione della legge regionale 17 del 2012, sulla disciplina dei giochi. La proroga era già stata votata l’anno scorso e sarebbe scaduta il prossimo 30 aprile. Il provvedimento blocca a tempo indeterminato gli effetti della legge del 2012 (che avrebbe tagliato quasi totalmente le slot sul territorio regionale), in attesa del nuovo testo unico annunciato dalla giunta Toti.

«L’argomento giochi è complesso e ci sono buone ragioni in tutti gli schieramenti. È legittima la preoccupazione sull’azzardo, così come sono importanti i temi che fanno capo alle entrate per lo Stato e all’occupazione». Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti al termine del consiglio regionale che ha prorogato la sospensione della legge antiludopatia del 2012. Il prossimo passo è l’approvazione del nuovo testo unico sui giochi, sul quale le minoranze hanno già annunciato una durissima opposizione: «Sarà un percorso complicato – dice Toti – proprio perché ragioni e torti non sono da una parte sola. Le questioni da discutere sono tante e la gestazione potrà essere lunga, anche se mi auguro di chiudere prima della pausa estiva. Ma credo si possa fare un buon lavoro».

In mattinata la protesta dei sindacati davanti alla sede del consiglio, in aula un lungo dibattito: “Non esiste alcuna valida motivazione per non applicare la legge 17 del 2012 sulla lotta al gioco d’azzardo patologico proposta dal centrosinistra e approvata sei anni fa all’unanimità – sottolinea il gruppo regionale Pd in una nota – il governatore Toti continua a tirare in ballo in modo pretestuoso l’accordo Stato-Regioni, ma quell’intesa oltre a non essere operativa (visto che manca il decreto attuativo), fa salve le migliori legislazioni regionali, come ha confermato anche una recente sentenza della Corte costituzionale. Quindi anche la legge 17 del 2012, che è una norma all’avanguardia così come provvedimenti analoghi approvati in Piemonte, Lombardia, Puglia e nelle Province autonome di Trento e Bolzano. Territori che hanno manutenuto la propria legislazione”. Per il Pd “Toti ha preferito chinare il capo alle lobby dell’azzardo, trascurando la tutela della salute dei cittadini liguri. La proroga di oggi non solo rappresenta un precedente molto preoccupante, perché non indica un limite temporale ben preciso, ma è anche la certificazione del fallimento dell’attuale giunta ligure, che in un anno – visto che già nel 2017 era stata prorogata l’entrata in vigore della legge 2012 – non è riuscita a partorire alcunché”.

Il Pd cita l’associazione anti-usura, che sostiene che dal 2016 al 2017 siano aumentate le richieste di aiuto a causa del gioco. “Mentre il garante per l’infanzia dice che questa proroga della maggioranza danneggerà i minori: è questa la difesa della famiglia che intende portare avanti il centrodestra? Il centrodestra ha stanziato dei fondi per aprire uno sportello antigender, ma in materia di azzardo non ha mosso un dito. Oltre alla proroga e alla sanatoria, l’assessore Viale non intende neppure aprire una comunità per i giocatori patologici”.

Molto critico anche il Movimento Cinque Stelle: “Dopo cinque anni di tempo per mettersi in regola e dodici mesi di moratoria voluti dalla maggioranza, oggi la giunta regionale approva un’ulteriore proroga che permetterà agli esercenti dell’azzardo di continuare a evitare di adeguarsi alla legge regionale del 2012 e consentirà a Toti di rimandare in eterno la riduzione delle slot in Liguria. Ed è solo il preludio al Testo unico sull’azzardo, contenuta nel Disegno di legge 191, che non toccherà minimamente né sanzionerà in alcun modo le slot esistenti che violano il distanziometro, di fatto sanandole in maniera definitiva”.
I pentastellati si dicono “allarmati in primis per gli aspetti sanitari e sociali che il dilagare dell’azzardo avrà sul nostro territorio, e lo abbiamo ribadito ancora oggi. Ma esiste anche un’emergenza economica devastante, se pensiamo che, solo nel 2016, in Liguria sono stati bruciati quasi 2 miliardi e mezzo di euro, per una spesa pro capite di 3.214 all’anno a famiglia. Tradotto: quasi il 12% dei risparmi delle nostre famiglie viene bruciato nel “tentar la sorte”. Stiamo parlando di risorse sperperate e letteralmente strappate all’economia reale”. Il gruppo dei Cinque stelle evidenzia anche un’anomalia: “Oltre al merito, esiste anche una questione di metodo, con appena poche ore trascorse tra l’approvazione del Ddl 192 proroga in Commissione e l’approdo in Consiglio regionale, quando – regolamento alla mano – ne dovrebbero trascorrere almeno 48. Insomma, si proroga una legge giusta all’infinito, mentre bastano poche ore per approvare una legge profondamente sbagliata che spalancherà la strada all’azzardo indiscriminato e rappresenta, insieme all’imminente maxi-sanatoria, la pietra tombale sulla lotta all’azzardopatia in Liguria”.

Anche Gianni Pastorino (Rete a Sinistra-Libera-MENTE Liguria) ha ribadito che il provvedimento Stato-Regioni non inficerebbe quello della Liguria del 2012, in quanto esiste una clausola di salvaguardia e ha annunciato la presentazione di una proposta di legge specifica.

Il consigliere Giovanni Boitano (Liguri con Paita) a questo punto auspica “un veloce percorso legislativo per avere una nuova legge che contempli le esigenze dei soggetti interessati e affronti seriamente il problema della ludopatia”.