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Commemorazione caduti del fascismo, l’Anpi: “Presenza del tricolore del Comune è una presa in giro”

Massimo Bisca chiede al sindaco di Genova di dissociarsi dalla scelta del suo consigliere Sergio Gambino di partecipare all'iniziativa in memoria dei morti dell'Rsi

Genova. Dura presa di posizione dell’Anpi contro la giunta Bucci e lo stesso sindaco dopo la scelta di uno dei consiglieri delegati, Sergio Gambino (Fratelli D’Italia), di partecipare con tanto di fascia tricolore, nella giornata di ieri, a una commemorazione dei morti della Repubblica sociale italiana, ovvero caduti del fascismo.

“No, sindaco, questo non è un atto di pietà per i morti – scrive in una lettera aperta Massimo Bisca, presidente dell’Anpi di Genova – è una presa in giro degli altri morti, quelli della Resistenza, quelli della deportazione, civile e militare, quegli stranieri che hanno scelto di battersi per la nostra libertà, come altri nostri concittadini hanno fatto in altri paesi. Uomini e donne che lei stesso ha ricordato solo pochi giorni fa, il 25 aprile”.

Oltre al consigliere Gambino, ricorda anche nel suo messaggio il presidente dell’associazione partigiani, e al capogruppo di Forza Italia in Regione Angelo Vaccarezza, a Staglieno erano presenti alcuni militanti di Lealtà e Azione, un movimento di ultradestra le cui idee si rifanno anche, smaccatamente, al fascismo, “e quindi sono vietate dalla Costituzione”, sottolinea Massimo Bisca.

Sergio Gambino, consigliere delegato alla Protezione civile, ha partecipato alla celebrazione organizzata dai familiari dei caduti e dispersi dell’Rsi leggendo il testo di una canzone di Francesco De Gregori spiegando che non esistono morti di serie A e di serie B quando si parla di vite dedicate a un valore.

Dall’Anpi, tutt’altro che convinta da questa posizione, l’appello al sindaco è affinché si dissoci dal gesto del suo consigliere delegato, in onore della medaglia d’oro al valor militare della quale la città di Genova è insignita proprio per la Resistenza. “La Costituzione non è afascista, ma antifascista – conclude Massimo Bisca nella lettera a Marco Bucci – spero proprio che lei, sindaco, si renda conto che una pretesa equidistanza, non può e non deve esistere”.

(la fotografia che correda l’articolo è stata pubblicata sulla pagina aperta del movimento Lealtà e Azione – La Superba Genova)