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Cene e pernottamenti offerti a Pardini in cambio di favori: il direttore del Bristol indagato per corruzione:

Nell'ambito dell'inchiesta che aveva portato all'arresto e poi alla condanna in primo grado dell'ex direttore dell'agenzia delle entrate Walter Pardini

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Genova. Giovanni Ferrando, il direttore dell’hotel Bristol, famoso quattro stelle di via XX Settembre di Genova, è indagato per corruzione dal pubblico ministero Massimo Terrile. Insieme a lui indagato Walter Pardini, ex direttore provinciale dell’Agenzia delle entrate genovese, arrestato l’anno scorso mentre intascava una mazzetta da 7.500 euro nel ristorante Manuelina da tre consulenti della Securpol, società campana di vigilanza e logistica.

Secondo il pubblico ministero Ferrando (difeso dall’avvocato Federico Figari) avrebbe chiesto a Pardini (avvocato Stefano Savi) di interessarsi di una pratica di un suo amico. In cambio, Ferrando avrebbe offerto cene e pernottamenti in albergo. Il direttore è anche indagato per violazione delle norme in tema di sicurezza perché non avrebbe comunicato alla questura i nominativi di Pardini e della sua ospite per i soggiorni in albergo.

A dicembre, l’ex direttore era stato condannato a sei anni per la tangente per cui era stato arrestato. Per quella vicenda erano stati condannati a quattro anni il commercialista Francesco Canzano e a tre anni il collega genovese Stefano Quaglia.

L’avvocato Luigi Pelella e il commercialista Massimo Alfano avevano invece patteggiato tre anni e sei mesi di carcere. Da quell’inchiesta erano nati altri filoni di indagine: il pm Paola Calleri aveva indagato quattro dirigenti della Chevron, l’azienda petrolifera, mentre i pm Patrizia Petruzziello e Walter Cotugno hanno indagato lo stesso Pardini, insieme al commercialista di Flavio Briatore e a due funzionarie dell’Agenzia delle entrate per tentato depistaggio. Secondo l’accusa avrebbero cercato di “screditare” quanto emerso dalle indagini sull’uso del Force Blue, facendo entrare nel processo di secondo grado documenti “pilotati”