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Amianto, Legambiente attacca la Regione: “Nessun dato sugli interventi di bonifica”

L'associazione critica l'ente per non aver risposto a un questionario inviato a livello nazionale e che non esista una struttura dedicata alla questione

Genova. La Regione Liguria non risponde al questionario inviato nel 2018 da Legambiente, per valutare lo stato dell’arte sulla questione amianto nell’ambito della campagna nazionale di sensibilizzazione dell’associazione ambientalista per la “Giornata mondiale delle vittime dell’amianto”.

“Non essendo stato possibile rintracciare quale struttura della Regione si occupi attualmente della tematica amianto – spiegano dall’associazione ambientalista – risulta complicato comprendere dove risiedano le competenze e le responsabilità rispetto all’aggiornamento degli strumenti previsti dalla normativa relativi l’amianto presso l’ente regionale”. Al questionario inviato hanno risposto 15 tra Regioni e Province Autonome: mancano all’appello Abruzzo, Calabria, Liguria appunto, Molise, Toscana e Umbria

“Il quadro sanitario che emerge per la nostra regione – dice Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – dal quinto rapporto redatto dall’Inail attraverso il registro nazionale dei mesoteliomi nel 2015 è preoccupante. La Liguria è la terza regione a livello nazionale con 2.314 casi rilevati dopo Lombardia (4.215) e Piemonte (3.560)”

Legambiente Liguria amianto

I settori di attività maggiormente coinvolti risultano essere l’edilizia (15,2% della casistica), l’industria pesante – in particolar modo il settore della metalmeccanica – (8,3%), la metallurgia (3,9%) e le attività di fabbricazione di prodotti in metallo (5,7%), i cantieri navali (6,7%), l’industria del cemento-amianto (3,1%).

Per la Liguria non è disponibile un dato sull’avanzamento degli interventi di bonifica dell’amianto in base al piano di bonifica e di ambientalizzazione che viene seguita dal 1996. “Ci auguriamo – conclude Legambiente – che la Regione renda disponibili i dati, aggregando quelli esistenti e coordinando gli uffici preposti a farlo, in particolare le Asl, avviando una campagna di sensibilizzazione su questo tema, informando i cittadini. Va inoltre incoraggiato sia a livello regionale che nazionale il ripristino degli incentivi per sostituirlo sui tetti con il fotovoltaico”.