La delibera

Tursi, in arrivo il registro delle famiglie. Mascia (Fi): “Servirà ad agevolare le prestazioni comunali”

Il capogruppo di Forza Italia: "Nessuna polemica con le unioni civili, solo uno strumento utile"

Genova. Prima di tutto i figli residenti, soprattutto se bambini e adolescenti, i padri e/o le madri che coabitino con loro, anche se separati, purché non ancora divorziati, i nonni che contribuiscano al loro mantenimento, alla loro educazione, alla loro istruzione ed alla loro assistenza morale. Questi i soggetti che potranno iscriversi al registro delle famiglie, proposto dal capogruppo di Forza Italia in Comune Mario Mascia con l’avallo di tutti i capigruppo della maggioranza che sostiene il sindaco Marco Bucci a Tursi.

“L’obiettivo è quello di costruire una banca dati delle famiglie genovesi – spiega Mascia – un database su cui poi modulare la prestazione dei servizi comunali, con un occhio di riguardo ai nuclei di più recente formazione con figli in età infantile: vi saranno iscritte d’ufficio le coppie sposate con figli nati fino a tre anni fa mentre per le altre l’iscrizione avverrà a richiesta”.

Per Mascia si tratta di un “approccio sereno e realistico alle esigenze delle famiglie nella città più anziana d’Italia, dove i nonni sono giocoforza più numerosi dei nipoti e i figli unici sono sempre più la regola”. Nessuna polemica né contrapposizione con le unioni civili però: “L’obiettivo non è certo quello di dare adito a polemiche strumentali o contrapposizioni con le unioni civili – sottolinea il capogruppo – tanto più che in base alle legge un regolamento si riferisce a coniugi o matrimonio per legge si applica anche a unioni civili”

“Ci sono madri e padri che per tirare su i figli ogni giorno fanno i salti mortali e spesso si separano proprio per questo – conclude – un tempo i nonni erano a carico delle famiglie, ora avviene l’opposto ed è sotto gli occhi di tutti. Con il registro delle famiglie il Comune può fare un passo in avanti verso una Genova città delle famiglie a misura di famiglie, mettendo a sistema nella erogazione dei servizi e degli incentivi le famiglie reali e non quelle del Mulino Bianco”