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Toti attacca il niet grillino alle grandi opere: “Assurdo, vorrebbe dire perdere miliardi di euro degli italiani”

Dopo le dichiarazioni della portavoce M5S Alice Salvatore: "Con i nostri parlamentari fermeremo il terzo valico"

Genova. “Sarebbe assurdo fermare delle opere che sono già cominciate, perché sono già finanziate, e questo vorrebbe dire perdere miliardi di euro degli italiani, e perché da quelle opere da quei binari da quelle gallerie passo un pezzo dello sviluppo del nostro paese”. Così il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti risponde alla portavoce del Movimento 5 stelle in Liguria Alice Salvatore, che ha parlato dell’obiettivo di fermare il Terzo Valico.

“Forse non tutti sanno, e certamente non lo sanno i grillini – prosegue Toti – che il sistema portuale della Liguria è il primo sistema d’Italia e ha superato anche Gioia Tauro e che quello di Genova, in particolare, sta crescendo di oltre il 12% l’anno e, per talune merci il 15%, che è il primo sistema di alimentazione dei nostri mercati e che, con i tunnel della Svizzera, ci auguriamo possa essere presto primo sistema portuale anche del Sud dell’Europa, e che è indispensabile che si completino i corridoi europei. Mi chiedo se, quando si parla, si sa che cosa si dice. La ragione per cui temo che il voto grillino sia più colpa dei partiti tradizionali che non della propria capacità politica – conclude Toti – è proprio dato da queste loro ricette”.

Ricette che però, alle urne, hanno fatto sfornare il piatto voluto dai M5S, nettamente il primo partito a livello nazionale. Toti prova a fare una sua analisi, che include anche gli errori del centrodestra: “Probabilmente a noi è mancata la ricetta giusta per parlare al cuore e alla testa di tanti giovani, di uomini e donne che non vedono nelle ricette dei partiti tradizionali ancora una speranza per il loro futuro e una ricetta concreta per la ripresa del nostro paese”.

E ancora: “Non c’è dubbio che quello del M5s è stato uno straordinario risultato. Credo che sia in parte dovuto alla loro capacità di comunicazione, in parte al disagio che una parte del Paese evidentemente prova più profondamente, quel Sud che spesso è o quantomeno si sente dimenticato dalle politiche di sviluppo del governo ma credo che sia in gran parte dovuto anche all’incapacità dei partiti tradizionali a vocazione di governo di fornire formule, ricette e risposte in linea con i tempi, con le necessità del momento e con i linguaggi che servono”.

“Spero che il centro-destra, che è la prima coalizione di questo paese – conclude Toti – riesca a fare un governo e che attraverso azioni concrete possa fargli cambiare idea rapidamente”.