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Simone Regazzoni lascia il Pd: “Lascio il partito, non la politica”

Un post-elezioni sempre più drammatico per il Partito Democratico

Genova. La scelta era nell’aria, dopo le sempre più marcate differenze di “reazione” alla recente debacle elettorale, ed ora è ufficiale: Simone Regazzoni lascia il Partito Democratico.

“Il PD è al capolinea. Ma il suo gruppo dirigente non è in grado di elaborare il lutto e fare un passo avanti verso il futuro, attraverso la costituzione di un nuovo soggetto politico – si legge nel comunicato diffuso dallo stesso Regazzoni – Siamo al grado zero dell’analisi e delle idee condito con una retorica dell’unità che significa solo tatticismo, riposizionamenti e, nei fatti, immobilismo. Mentre la storia, fuori, continua a correre”.

Una convivenza quella di Regazzoni con tutta una certa dirigenza locale del Pd non facile da sempre, vuoi per le posizioni divergenti, vuoi per le corse in avanti in solitaria del filosofo, come quando si autocandidò a sindaco, per poi essere smentito dalla “struttura”.

La goccia che fa traboccare il vaso è il posto elezioni, evidentemente traumatico: “Come è sistematicamente accaduto in questi anni dopo ogni sconfitta, anche questa richiesta di rinnovamento radicale è stata stoppata -continua la nota – A livello provinciale e regionale i soliti noti, con l’alibi dell’unità, metteranno le macerie sotto il tappeto per continuare a gestire un potere ogni giorno più insignificante”

Ma se Regazzoni lascia i Dems al loro destino, lui di certo non lascia la ribalta politica: @Oggi credo sia giusto per me lasciare il PD. Ringrazio tutte le persone con cui in questi anni mi sono confrontato. Lascio il PD, non la politica”.