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Serie A2: Chiavari cede al Lavagna solamente nel finale fotogallery risultati

I verdeblù arrivano al meno 1 nel quarto tempo, ma poi incassano tre reti consecutive

Chiavari. La Chiavari Nuoto chiede punti indispensabili al suo futuro proprio nella partita più sentita, il derby con il Lavagna. L’avversaria non certo migliore per questo obiettivo.

Mister Burlando deve rinunciare al mancino Pineider, per un dolore inguinale, per la guarigione del quale si decide la soluzione del riposo; Tabbiani recupera in extremis dopo un problema analogo.

A questa formazione, ridotta all’osso, si oppone quella del Lavagna, che presenta l’assenza del portiere titolare Gianoglio, impedito da problemi di lavoro, sostituito da Garbutti.

La gara nasce con una novità: Chiavari in vantaggio; non succedeva da tempo. È Barrile ad avere una grande intuizione con un diagonale vincente per Ottazzi, smarcato, aggancio e tiro, 1-0. Sarà l’unico vantaggio dei verdeblù.

Pareggia dopo neppure un minuto il Lavagna con Giorgio Cotella, che fa viaggiare il suo temutissimo braccio sinistro. Cosi termina la prima frazione, 1 a 1.

Il Lavagna comincia la sua ascesa. Conquista il più 2 con le reti di Loomis (finta il tiro di potenza poi sorprende Cavo con una colomba) e Casazza.

Poi, dopo la rete per il Chiavari di Cambiaso (doppietta, il giorno del suo compleanno) che trasforma la prima superiorità numerica della partita a metà del secondo tempo (due in tutto, quelle trasformate nell’intera gara, da entrambe le compagini), il Lavagna va sul più 3, segnando ancora con Menicocci e Loomis.

Il mancino americano è autore di una lotta strenua per tutta la gara con Barrile che dà l’anima per tutti i 32 minuti. Chiavari fatica a trovare la via del gol; spesso in posizione di centro viene a trovarsi Ottazzi, un difensore.

In questo frangente (fra metà del secondo e metà del terzo quarto), il Chiavari potrebbe tracollare a causa delle cinque espulsioni contro (a fronte di una sola a favore) in tale segmento di gara. La difesa però regge. Si chiude la terza frazione sul 2-5.

Nel frattempo il Lavagna deve rinunciare a Luca Pedroni che muove la spalla in maniera innaturale e sente “crack”, senza lussazione evidente. Il medico Sanguineti lo soccorre.

A questo punto di gara il Chiavari ha il dovere di segnare tre gol in otto minuti (senza subirne) solo per poter pareggiare. Lo fa credere per un buon periodo di tempo, risalendo a meno 1 con le reti consecutive di Barrile (il gol dell’attaccante rompe un digiuno offensivo di oltre 16 minuti) e Cambiaso (un alzo e tiro dopo il fallo, sui generis, con strepitosa beduina). Quest’ultimo gol fa esplodere la parte di piscina Ravera colorata di verdeblù, che crede nella rimonta.

Ma è del Lavagna 90 il colpo di coda con tre gol consecutivi e finali che costituiscono il massimo vantaggio: Bassani ad uomo in più (la prima superiorità trasformata dal Lavagna a 3 minuti dalla sirena), Parisi (con tre uomini in controgfuga contro zero, face-to-face con Cavo e rete facile verso un Chiavari tutto sbilancato in avanti alla ricerca del pareggio) ed ancora Bassani, per un risultato complessivo di 4-8. Un attimo prima, sul 4-7, Chiavari aveva dovuto rinunciare ad Oliva, uscito per raggiunto limite di falli.

Nicola Chiari, direttore sportivo del Chiavari, afferma: “La differenza fra le due squadre è stata questa: loro hanno sfruttato le occasioni che si sono presentate; a noi invece è mancata quella freddezza e quella determinazione che ci ha impedito di mettere la palla in porta e, quel che mi dispiace di più, con i nostri migliori tiratori. Questa serenità verrà piano piano, ma dobbiamo sbrigarci. Tre punti in classifica sono bugiardi, noi non siamo una squadra da questa posizione. Si tratta a questo punto di ricostruire un gruppo soprattutto dal punto di vista mentale, perché è dura giocare e non vedere i risultati. Prima dobbiamo tirarci su dal punto di vista morale, prima ancora che a livello fisico e pallanuotistico”.

Eugenio Croce, centroboa del Chiavari, dichiara: “Per tutti i primi due tempi siamo stati in gioco ed abbiamo confermato la reazione avuta a Como. Poi abbiamo rallentato per un cumulo di circostanze: calo di concentrazione, rilassamento in un momento in cui non avremmo dovuto, la formazione corta per l’assenza di Pineider. Questo è il risultato. Continuo a pensare tuttavia che la salvezza si possa raggiungere: basta crederci ciecamente lavorare di conseguenza. La speranza è l’ultima a morire”.

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