Non reggono

Porto, emergenza bitte cinesi a Ponte dei Mille: tre rotte in pochi mesi. Stazioni marittime: “Le stiamo cambiando tutte”

Navi deviate a Ponte Assereto. C'è un'indagine in corso della capitaneria, ma nel frattempo il porto procede alle sostituzioni

Genova. In pochi mesi se ne sono rotte tre. L’ultima l’11 marzo, spezzata dal cavo di ormeggio della nave da crociera Msc Meraviglia. Tre bitte di ormeggio a Ponte dei Mille, cuore del terminal crociere di Genova, che sono “saltate” negli ultimi mesi. La Procura indaga contro ignoti. Il caso è stato portato alla ribalta dall’edizione genovese di Repubblica. Non era mai avvenuto nella storia del porto. Sono bitte installate durante i lavori di rifacimento della banchina di Ponte dei Mille, nel 2010, appaltati dall’Autorità portuale a Coopsette che le aveva acquistate dalla Fonderie Belli, che le avrebbe fatte realizzare in Cina.

“Cambiamo tutte le bitte di quella commessa, una decina, arriveranno entro un mese. Le abbiamo ordinate ad una ditta italiana che produce in Italia. Non abbiamo avuto problemi in altri parte del porto – spiega Marco Sanguineri, segretario generale del porto – In base alle analisi fatte sulla prima bitta che si è rotta si può pensare a un difetto di fabbricazione, prosegue, “ma sono in corso indagini con la Capitaneria per capire se ci sono altre cause, visto che in fondo sono rimaste lì otto anni”. Con le nuove navi da crociera, più grandi, le bitte in ghisa, 120 tonnellate, sono soggette a maggiori sollecitazioni, ma erano state progettate per portata, peso, dimensioni e forma già pensando alle navi di nuova generazione.

“E dovevano essere certificate per tiri compatibili anche su queste navi”, sottolinea Sanguineri Al terminal container Vte di Pra’, il principale del porto di Genova, due anni fa si era rotta in fase di prova una bitta, ordinata da Psa-Vte alla stessa ditta che ha fornito quelle di Ponte dei Mille, ma la questione si è risolta subito. “Noi le bitte ce le siamo ordinate, le abbiamo provate con due rimorchiatori e una non ha risposto bene. Abbiamo capito che era un problema di saldature, abbiamo chiamato il fornitore, ce le siamo fatte cambiare tutte e gli facciamo fare le radiografie per vedere se la fusione è adeguata”, dice Gilberto Danesi, numero uno del terminal e alla guida di Psa in Italia.