Cronaca

Il Pd genovese dopo la débacle, Terrile: “Non servono manfrine”. Il segretario Pandolfo: “Dialogo meglio di annunci”

Tra chi lo difende in toto o in parte e chi lo critica:

Genova. “Mi sono piaciuti i tre no chiari, il no agli inciuci, quello ai caminetti e quello ogni forma di estremismo declinato sia sugli aspetti valoriali che rispetto alle scelte politiche”. E’ il primo commento a caldo del segretario provinciale del Pd Alberto Pandolfo dopo il discorso del segretario del partito Matteo Renzi soddisfatto come altri che Renzi abbia ribadito che il Pd “sarà un partito di opposizione”. “Renzi ha riconosciuto che c’è qualche ingrediente da rimettere nel motore del partito – ha aggiunto Pandolfo – dall’umiltà alla quotidianità del rapporto con la base, certo da qui emerge anche la sua personalità che è paragonabile in un certo senso a quella del sindaco di Genova Marco Bucci: una politica fatta di determinazione e decisionismo, con un tono un po’ spavaldo”.

“Da qualche anno – prosegue il segretario provinciale – la politica si è trasformata in tifoseria, ma la tifoseria non è politica secondo me” spiega Pandolgo che nella sua esperienza da consigliere e poi da segretario ha dimostrato grandi doti di mediazione: “Con il dialogo e il confronto spesso si riesce a ottenere lo stesso risultato” dice.

Molto critico rispetto alle scelte di Renzi e alle cosiddette “dimissioni differite” è l’ex segretario provinciale del partito, l’orlandiano Alessandro Terrile: “Si dimette. Non si dimette.Si dimette, ma dopo il nuovo governo – scrive Terrile su Facebook – Come se non fosse centrale il ruolo del segretario del PD di qui alla formazione del governo. L’approccio alla disfatta è tutto sbagliato. E’ dal 2015 che perdiamo tutto, anche le gare di biglie, e forse è venuto il momento di impiegare qualche pomeriggio a domandarci seriamente il perché. La strada è lunga, e abbiamo bisogno di tutti. Ma non ci salveranno le manfrine, come non ci salveranno i gazebo”.

Per la capogruppo del Pd a Tursi Cristina Lodi “Renzi ha dimostrato senso responsabilità verso una nuova fase del PD all’ opposizione senza inciuci con il Movimento Cinque Stelle per elaborare contenuti e nuove leadership”. Anche il renziano ed ex assessore Massimiliano Morettini, interpellato da Genova24, dice la sua: “Ha fatto bene a dare le dimissioni – dice Morettini – ma non basta mandare via Renzi per ricostituire una sinistra perché il vento di Trump non si ferma con le mani”. Morettini che ribadisce di non essere disponibile ad alcun incarico, sostiene la necessità da militante di aprire una discussione a livello locale: “Non chiedo certo le dimissioni di Vattuone e se sarà lui a vuole governare questa fase va bene, ma serve una discussione franca anche a livello locale”.

Se per i renziani Renzi e il governo Gentiloni han fatto bene. Per qualcuno addirittura “il miracolo”, il segretario è rimasto ancorato a un’idea di se stesso risultata poi perdente: “Dovevamo votare 3 mesi dopo il referendum – ammette qualche renziano – così abbiamo solo perso di più”.

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