Ordinanza contro chi fruga nei cassonetti, la minoranza a Tursi lavora a una sfiducia dell'assessore Fassio - Genova 24
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Ordinanza contro chi fruga nei cassonetti, la minoranza a Tursi lavora a una sfiducia dell’assessore Fassio

L'assenza in commissione della titolare delle tematiche sociali è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso

giunta bucci

Genova. Possibile richiesta di “sfiducia” in arrivo per l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Genova, Francesca Fassio. E’ quanto circola tra le fila della minoranza in consiglio comunale, a margine della commissione sulla sperimentazione del daspo urbano e l’introduzione nel regolamento di polizia urbana della sanzione per chi rovista nei cassonetti, sporcando il suolo pubblico. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sembra essere stata proprio l’assenza di Fassio questa mattina in commissione.

Va chiarito che il voto di sfiducia non è contemplato dal regolamento comunale, ma le opposizioni potrebbero presentare in aula una mozione che chieda al sindaco il ritiro delle deleghe a Fassio. “E’ inaccettabile che l’assessore ai servizi sociali non dica che cosa pensa di un provvedimento del genere – dichiara all’agenzia di stampa Dire la capogruppo del Partito democratico, Cristina Lodi – i poveri in questo momento a Genova non sono più presi in carico, non c’è nessuna politica sulla povertà. Questo atteggiamento non è più tollerabile”.

Sempre tra le fila dei dem c’è chi, a microfoni spenti, lamenta che la giunta continui “a mandare avanti” l’assessore leghista alla Sicurezza, Stefano Garassino, “a fare il persecutore ma si dimentichi di distinguere le questioni: la città deve sì essere pulita, ma non dai poveri”.

La poltrona di assessore alle Politiche sociali a Palazzo Tursi è sempre stata piuttosto rovente, forse anche per il relativamente sostanzioso portafoglio a disposizione nel bilancio, che l’anno scorso ha superato i 50 milioni. “Nella giunta Doria- ricordano sempre dal Pd- l’assessore Paola Dameri era stata fatta fuori per molto meno”. Al suo posto era entrata Emanuela Fracassi, che pure non e’ mai stata in perfetta sintonia con l’allora maggioranza della sala rossa.

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