Il personaggio

Molassana, Fabrizio Barsacchi: “Siamo in linea con le aspettative iniziali”risultati

Il direttore sportivo ci parla anche dell'importanza degli allenatori, nella crescita psicofisica ed intellettuale dei giovani calciatori

Genova. Il Molassana, matricola del campionato di Eccellenza, sta giocando un campionato in linea con le aspettative iniziali della società del presidente Giovanni Franini, che avevano nella salvezza l’obiettivo primario.

“I nostri programmi presupponevano esclusivamente il consolidamento della categoria, conquistata meritatamente, lo scorso anno” – afferma il direttore sportivo Fabrizio Barsacchi – “Saremo gli artefici del nostro destino, nel senso, che solo noi possiamo gettare alle ortiche un campionato, che ci ha visto disputare un girone di andata superiore alle aspettative, mentre in quello di ritorno siamo sempre stati al di sopra della zona ‘rossa’. Conterà l’atteggiamento mentale, che sapremo assumere nelle restanti partite, perché è indubbio che bisognerà ottenere risultati positivi con le squadre in lotta per la salvezza (ndr, raggiungibile con 38/39 punti), come Serra Riccò, Sestrese”.

L’amaro destino, che ha colpito il povero Davide Astori, mi induce a chiederti come si muove la tua società, a livello di prevenzione…

“E’ stata una notizia che ha rattristato tutti, sportivi e non… Quanto a noi del Molassana, facciamo svolgere a tutti gli atleti le visite mediche specifiche, senza il cui certificato non entrano nel recinto di gioco, neppure per partecipare agli allenamenti, perché l’attestato del medico sportivo o del cardiologo, è per noi sacro. Ci siamo forniti di un defibrillatore ed abbiamo personale qualificato per il primo soccorso, in quanto è chiaro quanto sia fondamentale la capacità di intervenire prontamente”.

Oggi, ahimè, molti presentano la sconfitta come una spia del fallimento e quindi, da evitare in qualsiasi modo, mentre invece andrebbe accettata come un passaggio istruttivo per migliorarsi…

“Sono d’accordo… in carriera ho giocato tante partite, vincendo spesso, ma anche perdendo; ciò mi ha insegnato che prima di saper vincere, bisogna sapere cogliere, da una sconfitta, gli insegnamenti basilari, per arrivare, in un secondo tempo, alla vittoria. Anche la vita di tutti i giorni è un po’ come un campo di calcio, dove si impara a crescere. Sì, lo sport, infatti, riassume la sintesi della vita, con le regole di convivenza valide, sia nello spogliatoio, che nella quotidianità di tutti i giorni. Purtroppo spesso, molti addetti ai lavori, sono ossessionati dalla ricerca del risultato… e questo non è bene per i giovani calciatori”.