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A sei mesi dall’avvio del progetto il mercatino delle pulci di San Quirico funziona. E gli italiani sono sempre di più

I numeri dicono che il progetto funziona. L'assessore del Carroccio: "Questa è una misura per agevolare gli indigenti. Su cassonetti e sanzioni solo fraintendimenti"

Genova. Presenze in lieve aumento dopo una partenza con il ‘botto’, nonostante un periodo natalizio che ha visto diminuire l’interesse. Ma se a ottobre 2017 gli espositori dello Sbarasso di San Quirico, il mercatino delle pulci che ha sostituito corso Quadrio, erano 3.137, il mese di febbraio per lo Sbarasso è record dopo il picco negativo di poco più di 2400 presenze a dicembre.

Il mercatino di San Quirico – dicono i dati consegnati in questi giorni all’assessore comunale alla Sicurezza Stefano Garassino – a sei mesi dall’avio del progetto funziona, e funziona soprattutto il lunedì, il venerdì e il sabato (con rispettivamente una media di 142, 122 e 123 presenze). Poco sopra i 100 le presenze negli altri giorni. I venditori sono per quasi il 35% nordafricani, per il 27,4% proveniente dall’Africa subsahariana. La sorpresa sono gli italiani che tra gli espositori sono quasi 2 su 10, per una percentuale pari al 17,4%.

Un terzo scarso degli espositori è un habitué con oltre 50 partecipazioni al mercatino, altrettanti ne hanno tra le 15 e le 50. Sol 1,5% sembra non trovarlo interessante e ha partecipato solo tra una e cinque volte. Per quanto riguarda gli italiano le presenze sono in netta crescita: dai 278 di settembre il numero era crollato a dicembre con 140 espositori, poi è pian piano risalito fino ai 401 di febbraio.

“E’ stata un’idea che sembrava perdente – commenta Garassino – e invece è stata vincente e che ci ha consentito di darà dignità a un mercato che non la aveva perché il mercatino di corso Quadrio che si teneva in un parcheggio con i lenzuoli in terra non aveva caratteristiche dignitose”. E così l’assessore del Carroccio, spesso dipinto – magari più per le uscite mediatiche che per i contenuti sé – come assessore sceriffo può vantare la riuscita di un progetto che alla giunta di centro sinistra del sindaco Doria non era mai riuscito.
Un’iniziativa che in qualche modo sembra contrastare con altri progetti a partire da quello di multare chi rovista nei cassonetti: “E’ un’iniziativa fatta apposta per dare una mano alle persone non abbienti e indigenti -ricorda l’assessore del Carroccio – ma è importante dire che anche il provvedimento della sanzione a chi butta l’immondizia fuori dai cassonetti per rovistare è stato strumentalizzato visto che nasce soprattuto per esigenze di igiene urbana”.

Nessuno sanzionerà la vecchietta che prende cibo dalla spazzatura per mangiare, ripete l’assessore che poi non manca di lanciare la frecciata alla collega Fassio, assessore alle politiche sociali del Comune di Genova: “Dobbiamo parlare – dice Garassino – perché è evidente che se ci fossero più più risorse destinate ai pasti nei centri che accolgono persone indigenti ci sarebbero meno persone che rovistano nei cassonetti”.