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Mense scolastiche: no al pesce cinese, più cibo “bio”. Il Comune risponde ai comitati dei genitori e modifica il bando

"Soddisfatti ma si può fare di più", dicono dalla Rete commissioni mensa. Si apre il confronto con i sindacati sulla clausola sociale

Genova. Bandito il pesce cinese, indiano e giapponese, ritorno all’obbligatorietà del 100% bio per alcuni prodotti come riso, pasta, formaggio e frutta e alla provenienza italiana per altri come carne e basilico. Ma anche possibilità di proroghe automatiche di rinnovo del contratto fino a 5 anni per le aziende che investiranno nell’apertura di punti cottura o nel ripristino di cucine interne agli istituti. Sono alcuni degli aspetti migliorativi che il Comune di Genova introdurrà nel bando di gara per l’assegnazione del servizio di ristorazione scolastica dopo il confronto avuto da giovedì a oggi con la Rete commissioni mensa e i rappresentati dei genitori che hanno partecipato al tavolo.

“Domani – spiega l’assessore al Bilancio del Comune di Genova Paolo Piciocchi – ripubblicheremo il bando con le modifiche con una proroga congrua per la presentazione delle domande da parte delle aziende”. Tra le novità l’attribuzione di 20 punti (e non più 15) per quanto riguarda la qualità del cibo. “Ma anche punteggi per gli alimenti km0 – sottolinea l’assessore ai Servizi scolastici Francesca Fassio – per chi non utilizzerà cibi di quarta gamma, cioè in busta, e penalità inasprite”. Un esempio? In caso di ritrovamento corpi estranei le aziende dovranno pagare da 3000 a 5000 euro e sarà ridotta la discrezionalità da parte dei funzionari comunali.

“Altro aspetto importante è l’abbassamento da 45 a 35 minuti del tempo tra il confezionamento e a distribuzione – continua Fassio – è un tempo molto ridotto in una città come Genova e contiamo questo spingere i gruppi della ristorazione a investire maggiormente nei centri cottura”. Il confronto e il dialogo tra Tursi e i rappresentanti dei comitati proseguiranno anche nelle fasi di applicazioni e verifica.

Bruco, il degrado del fratello minore

“Hanno effettivamente modificato il bando in corso, una cosa che onestamente non ci aspettavamo e non si è trattato di un ‘contentino’, hanno introdotto delle modifiche rilevanti rispetto alle nostre richieste”. Esprime soddisfazione Sabina Calogero, portavoce della Rete commissioni mensa ed esponente dei comitati di genitori che in questi giorni, in una battaglia contro il tempo, avevano presentato al Comune alcune idee per modificare e migliorare il bando per l’assegnazione dei sei lotti della ristorazione scolastica cittadina.

“Ritorno a prodotti bio 100%, aumento dei punti riservati alla qualità e all’offerta di prodotti italiani – continua – riduzione delle tempistiche per la consegna del cibo veicolato e premi per gli investimenti allo scopo di incrementare il cibo preparato il loco nelle scuole”. I genitori avevano chiesto, oltre a quanto ottenuto, il divieto di pesce proveniente da tutto il Pacifico e punti di cottura dei primi piatti in ogni istituto. “Le aziende sostengono sia troppo costoso – afferma Calogero – ma stiamo parlando di un bando da 93 milioni di euro, forse si potrebbe chiedere di più ai privati che partecipano”.

Il fronte dei genitori, nel corso degli ultimi giorni, sembrava essersi spaccato. Il Coordinamento genitori scuole Genova, per esempio, diversamente dalla Rete aveva deciso di non presentare proposte. Tutti però torneranno a sedersi al tavolo con il Comune il prossimo 6 aprile quando si aprirà il confronto su un altro tema importante, il regolamento delle commissioni mensa. L’obbiettivo di Tursi è trovare un compromesso con i rappresentanti dei genitori in modo da garantire controllo e trasparenza ma senza ridurre il valore formativo dell’esperienza del pasto a scuola per i bambini.

Bruco, il degrado del fratello minore

Se è pace fatta, o quasi, tra genitori e Comune di Genova, il confronto tra Tursi e i sindacati si è appena aperto. La Filcams Cgil, sigla maggiormente rappresentativa nel settore, stamani ha effettuato un volantinaggio in via Garibaldi per chiedere al Comune il ritiro con proroga del bando stesso. “Non ci convince la parte relativa alla clausola sociale – spiega Simona Nieddu (Filcams Cgil) – ovvero ciò che potrebbe garantire il mantenimento dei posti di lavoro. Il capitolato di gara è stringente in tal senso, ma non il bando”.

Questo perché il bando rispetta i regolamenti nazionali Anac, che non prevedono l’obbligo per le aziende che partecipano alle gare d’appalto di assumere tutti i lavoratori già presenti in un servizio, ma tuttalpiù delle premialità. In mattinata l’assessore al Bilancio Paolo Piciocchi e quella ai Servizi scolastici Francesca Fassio hanno incontrato una delegazione sindacale.

“Anche per noi è fondamentale garantire i posti di lavoro ma i bando di gara devono rispettare la legge – assicura Piciocchi – forse potremo trovare un punto di incontro assegnando punteggi ancora maggiori per le aziende che introdurranno più elementi di clausola sociale e quindi chi si impegnerà ad assumere la maggior parte dei lavoratori e possibilmente la totalità”.

Bruco, il degrado del fratello minore

La Filcams Cgil chiede anche sanzioni più pesanti per i privati che non rispettino i contratti di lavoro, dalle retribuzioni, al pagamento del Tfr e dei corsi di aggiornamento retribuiti ai dipendenti, oltre che una maggiore tutela dei lavoratori delle ditte di trasporto del cibo che, spesso, operano in subappalto.