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Mense scolastiche, bando lampo del Comune e genitori e sindacati organizzano la protesta

Oggi alle 18 riunione indetta dalla rete commissioni mense, ma anche i rappresentanti dei lavoratori non sono affatto soddisfatti. E sul tema interviene Potere al popolo

Genova. Dopo il coordinamento genitori scuole genovesi, anche la rete commissioni mense e i sindacati scendono in campo e inizia a organizzare la protesta dopo la pubblicazione, da parte del Comune di Genova, del nuovo bando per l’assegnazione del servizio di ristorazione.

Il bando, pubblicato sul sito internet ufficiale dell’amministrazione pubblica, secondo la rete commissioni mense è peggiorativo rispetto a quello precedente su alcuni punti, dalla qualità dei cibi all’introduzione del bio alla creazione di centri cottura. Molti critica anche la Filcams Cgil che pure aveva riposto grandi aspettative nel bando.

La rete commissioni mense ha organizzato un’assemblea straordinaria, oggi alle 18, preso gli uffici del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle a Tursi, in via Garibaldi. “Cosa aspettarsi? – dicono gli organizzatori –
daremo una veloce inquadratura del nuovo appalto e delle ragioni della rabbia dei genitori e dei consiglieri, alcuni anche di maggioranza, che avevano seguito l’iter del bando. Ma l’incontro è dedicato soprattutto all’organizzazione della mobilitazione: cosa è possibile fare ora? Per fare azioni mirate e che abbiano senso ed efficacia”.

Anche la Filmcams Cgil si è espressa in modo fortemente critico sul nuovo capitolato e non esclude mobilitazioni. “C’erano impegni precisi e reciproci tra noi e il Comune di Genova – si legge in un comunicato – uno su tutti quello di collaborare nella sua costruzione attraverso l’attivazione di una serie di incontri tecnici atti al miglioramento delle condizioni di lavoro e quindi del servizio stesso. Al primo degli incontri prefissati però, quello che ci è stato enunciato in linee generali era un capitolato già fatto”.

“Oggi, successivamente ad una attenta e approfondita analisi – continuano dalla Cgil – ci dichiariamo estremamente critici e non soddisfatti. Avevamo chiesto un inasprimento delle penali: sosteniamo che una sanzione di 500 euro alle aziende “per ogni inosservanza delle norme di legge relative al personale e/o per la mancata applicazione dei contratti collettivi”, non rispetti assolutamente l’idea di sanzione che avevamo espresso in più occasioni al Comune, tanto più che non è prevista l’aggravante della recidiva sulla quale avevamo insistito fortemente”.

“Sulla clausola sociale di salvaguardia occupazionale – proseguono – avevamo chiesto di replicare quanto presente nel capitolato precedente. Il Comune la riporta come da nostra richiesta sul capitolato d’appalto, mentre sul bando di gara scrive pari passo la clausola sociale così come espressa nel codice degli appalti e nel bando tipo dell’Anac, privilegiando la libertà di impresa sulla salvaguardia occupazionale”. Disappunto anche sulla tipologia di contratti da applicare.

In merito agli incontri prefissati e già calendarizzati con il Comune, la Filmcams Cgil dichiara che tornerà di nuovo al tavolo solo per senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori e se vi saranno di volta in volta le condizioni per farlo. “Insieme alle nostre delegate sindacali terremo monitorata la situazione”, dicono.

Nessun taglio alle mense scolastiche, dice Potere al popolo. “La Giunta Bucci si sta rimangiando tutte le promesse elettorali, dal ritorno alle mense interne, all’aumento della qualità dei servizi, ed emana un regolamento che potrebbe durare 5 anni, dove vengono ridotti i livelli di qualità, si introducono nuove possibilità di subappalto dei servizi, non si garantisce il reintegro ai lavoratori precedentemente impiegati, si introducono enti terzi al controllo qualità sottraendolo ai genitori. Quindi il servizio, già ampiamente contestato con le precedenti giunte, è destinato a peggiorare”, dicono dal partito politico nato in occasione delle ultime elezioni.

Potere al Popolo suggerisce all’amministrazione locale di reinternalizzare il servizio anche disobbedendo alle regole di bilancio. “Solo portando le mense nelle singole scuole o in piccoli distretti sarà possibile avere un maggiore controllo sulla qualità del servizio e garantire maggiori diritti al personale”.