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“Mani nei cassonetti”, la protesta silenziosa contro la “guerra ai poveri di Garassino” fotogallery

Pastorino, Sinistra Italiana: "Siamo pronti ad una campagna di disobbedienza civile se il provvedimento fosse confermato"

Genova.Una protesta silenziosa e simbolica quella andata in scena questa mattina, tra gli eco-point e i cassonetti del Centro Storico e del Porto Antico: aprire i cassonetti, metterci le mani, rovistare, in sfida alla proposta della giunta di colpire chi nella spazzatura le mani è costretto a mettercele tutti i giorni, per trovare qualcosa con cui sopravvivere.

A portare avanti questo primo passo di “disobbedienza civile”, in questo caso preventiva, è Sinistra Italiana, che con i suoi eletti in consiglio regionale e nei municipi ha voluto mettere un punto contro i provvedimenti “per il decoro” in discussione in questi giorni a Tursi

“Il loro è un sentimento vile: non detestano la povertà, ma il povero. E’ lui che vogliono colpire, non le ragioni che lo hanno spinto così in basso – scrivono nel comunicato letto davanti ai giornalisti, prima e dopo l’azione – L’assessore Garassino e la Giunta genovese desidererebbero una città vigliacca, che colpisce chi è già caduto”.

Il provvedimento nei fatti è stata ridimensionato rispetto alle intenzioni delle origini, ma rimane un inasprimento dei provvedimenti in parte già previsti dall’ordinamento comunale, con l’aggiunta però di parole chiave come “rovistare” e “lordare”

“Noi oggi abbiamo soltanto imitato, con il massimo rispetto, quel gesto che ogni giorno, in un eco-point oppure vicino ad un mercato rionale all’ora di chiusura, uomini e donne poverissime della nostra città, prima della loro resa definitiva, nell’ombra e – purtroppo – troppo spesso nell’indifferenza, compiono”.

“Il provvedimento non è operativo – sottolinea Gianni Pastorino, consigliere regionale di Sinsitra Italiana – se lo diventasse continueremo la nostra campagnai di disobbedienza civile perché questo provvedimento è un atto umanamente e politicamente inaccettabile, che rischia di fare scuola per altre città. È necessario un moto di rivolta civile che fermi questo provvedimento”.

“Non dobbiamo arrenderci all’orrore – aggiunge Bruno Pastorino, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana – sono stati fatti dei distinguo sulle parole, e dei passi indietro, certo, ma noi prendiamo sul serio questa spinta della giunta, perché crediamo sia una battaglia di civiltà non avare rancore verso i poveri ma bensì contro ciò che genera la povertà”.

“Garassino è l’uomo delle ordinanze bizzarre – commenta Mariano Passeri, neo eletto consigliere del Municipio II – Centro Ovest – come quella “proibizionista” fatta a Sampierdarena, che non risolve il disagio, ma al massimo lo sposta, svuotando i territori”.

“Quello che colpisce è la recrudescenza perbenista che ha solamente il risultato, e la volontà, di colpire chi non ce la fa – spiega Nadia Carì, consigliera municipale del Municipio VI Medio Ponente – operazione fatta per darla in pasto alla propaganda, in un momento dove sempre più persone e famiglie stanno precipitando nella povertà”.

A prendere parte all’azione anche alcuni esponenti di Potere al Popolo, che hanno accompagnato e sostenuto l’iniziativa.