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La Lega vince “troppo” e adesso il puzzle in Regione non torna: incognita sui posti di Rixi e Bruzzone

Un "problema" che altri partiti vorrebbero avere. Sullo sfondo il ruolo della "maroniana" Sonia Viale che però resta salda all'assessorato alla Sanità

Genova. Come le “nuvole”, vanno e vengono, e ogni tanto si fermano. In via Fieschi, a De Ferrari oppure a Roma? Due giorni dopo le elezioni, e a qualche settimana da quando si capirà quale sarà il governo, ancora non torna il puzzle “verde Lega” che riguarda la Regione Liguria.

Perché vanno, a Roma, ad esempio, Francesco Bruzzone ed Edoardo Rixi, liberando un posto rispettivamente da presidente del Consiglio regionale e da assessore allo Sviluppo economico. Se la prima tessera potrebbe essere riempita facilmente con uno tra i consiglieri, sempre del Carroccio, Alessandro Piana e Franco Senarega, più complicato è il quadro dell’assessorato di Rixi.

Sempre in teoria, il posto del braccio destro di Salvini – probabile ministro in caso che il governo sia affidato al centrodestra – avrebbe dovuto essere coperto da Flavio Di Muro, capo di gabinetto di Rixi ma anche – alla fine – unico imperiese del Carroccio eletto a Roma. Rinunciare a Montecitorio? Mica facile. Come dire: le cose alla Lega sono andate meglio del previsto. Pure troppo.

Perché a questo punto, lo stesso Alessandro Piana non si tirerebbe indietro rispetto a un eventuale posto da assessore, lasciando senza troppi patemi la presidenza del consiglio a Forza Italia. Altro scenario, molto poco probabile ma non impossibile, potrebbe vedere un colpo di mano forzista e l’assegnazione delle deleghe di Rixi a Angelo Vaccarezza. Che, dimettendosi dal consiglio, potrebbe liberare un posto a Marco Melgrati. Lui ha già fatto sapere, in passato, di non essere interessato alla Regione e di volersi candidare sindaco ad Alassio. Tant’è.

In tutto ciò, altre due incognite non di poco conto. La prima è il ruolo dell’assessore alla Sanità Sonia Viale. Nei corridoi di De Ferrari è data saldissima alla poltrona del suo assessorato, delicato, difficile ma anche molto pesante se si pensa a tutte le partite che sta muovendo tra Asl e ingresso della sanità privata. Viale, che è anche vicepresidente della Regione, cresciuta nelle schiere di Bobo Maroni, oggi vede perdere qualche posizione nella Lega di Salvini-premier ma resterebbe, almeno al momento, intoccabile. Il suo capo di gabinetto, Paolo Ardenti, avrebbe potuto entrare al posto di Bruzzone. E’ entrato invece al posto della Pucciarelli, per logiche di “listino”.

L’altra incognita? Da novanta. Edoardo Rixi, al parlamento, ha già detto “no” una volta. Potrebbe farlo anche questa, in caso il governo non fosse portato avanti dal centrodestra? Il vicesegretario nazionale della Lega non ha mai fatto mistero di non essere affascinato più di tanto dalla Capitale. Certo i tempi per le eventuali dimissioni sono molto stretti, se non serrati. Inoltre se il “Capitano” Salvini lo ha voluto al suo fianco, difficilmente cambierà idea.