Tempi lunghi

Ilva, sul ricorso rispetto al piano ambientale il Tar rinvia gli atti al Lazio

Il Tar di Lecce decreta incompetenza territoriale

Genova. Il Tar Puglia ha ritenuto che la competenza sia del Tribunale amministrativo centrale in considerazione dei riflessi dei provvedimenti impugnati su tutto il territorio nazionale. L’eccezione di incompetenza era stata presentata non solo dall’Ilva, ma anche dall’Avvocatura dello Stato e dalla cordata acquirente Am InvestCo. Alla richiesta si era associato l’avvocato Luigi Quinto per conto della Provincia di Taranto, che è intervenuta “ad opponendum” contro il ricorso del Comune di Taranto.

Nell’ordinanza di oggi la terza sezione del Tar di Lecce (presidente D’Arpe) ha precisato che “il criterio ordinario di riparto della competenza territoriale è quello della sede dell’Autorità amministrativa cui fa capo l’esercizio del potere oggetto della controversia di cui si discute” e che “qualora l’atto abbia effetti diffusi o ultraregionali competente sarà il Tar del Lazio, sede di Roma”.

Nel caso in questione, la parte ricorrente – si sottolinea – non ha impugnato soltanto il Dpcm del 29 settembre 2017, ma ha censurato anche “la legittimità del Decreto con cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha aggiudicato ad Am InvestCo Italy srl, in data 5 giugno 2017, il trasferimento dei complessi aziendali delle società del gruppo Ilva (il “Decreto di aggiudicazione”), sebbene solo nella parte relativa allo stabilimento di Taranto e limitatamente alle parti in cui già si prevede nella domanda dell’aggiudicatario l’esecuzione del Piano ambientale entro il 2023″.

Il Decreto di aggiudicazione, puntualizzano i giudici amministrativi, comunque “concerne inscindibilmente beni aziendali che non sono ricompresi solo nel territorio della Regione Puglia ma ricadono anche in altre Regioni, quali – a mero titolo esemplificativo – gli stabilimenti di Genova, Novi Ligure, Porto Marghera e Racconigi, nonchè gli uffici di Milano”.

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