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“Fermiamo la guerra ai poveri di Bucci”, l’attacco di Genova che Osa contro i provvedimenti della giunta

Le disposizioni dell'amministrazione comunale ancora sotto attacco dalle associazioni di settore genovesi

Genova.Un appello in rete, un post da subito virale e un dossier sulla povertà genovese e ligure che mette sul piatto numeri allarmanti.

Questo è l’attacco di “Genova che Osa” ai provvedimenti della giunta Bucci messi in campo per il decoro della città, tra daspi urbani, dissuasori di seduta e multe per chi rovista nei cassonetti.

“Continuano ad approvare norme assurde, inutili nei fatti e che mortificano gli ultimi”, si legge nel post che ha diffuso su Facebook il “Dossier Povertà Genova”, condiviso in poche ore da centinaia di cittadini, e che sta già facendo discutere.

Secondo il Centro Studi dell’associazione: “il sindaco oggi si dice perplesso e se la prende con chi critica l’ennesima iniziativa della sua guerra ai poveri. Il disegno della giunta è trasformare Genova nel lindo sobborgo milanese che il sindaco sogna sin dalla campagna elettorale rimuovendo sistematicamente i poveri dalla vista, magari spostando il problema in periferia. Ma l’ossessione per il decoro non risolverà i problemi di Genova”.

Nel dossier i numeri parlano decisamente chiaro: Genova spendo poco di welfare, quando un quarto dei cittadini vivono a rischio povertà, e un decimo in condizioni di gravi privazioni. Gli accessi ai centri Caritas sono quasi raddoppiati in un decennio.

A fronte di questi dati il 3% della popolazione dichiara più del 40% dei poveri della città, senza dimenticare la difficoltà all’accesso alle case popolari, soprattutto in una condizione in cui molti alloggi sono inagibili perché non sono stati restrutturati.

“La nostra città non è attrezzata per reggere – si legge nella nota stampa diffusa da Genova che Osa, firmata da Stefano Gaggero – Sarebbe necessario un intervento di riforma strutturale delle politiche di welfare comunali per aiutare tanti cittadini in difficoltà, Bucci porta avanti una lotta per umiliare e perseguitare gli ultimi. Ma i problemi di Genova non si risolveranno nascondendoli in un vicolo dove non passano i turisti”.