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Ex Gavoglio, il Comune presenta il futuro “parco urbano” ma le associazioni chiedono più certezze per il Lagaccio

"Progettare la città auspica" che il primo lotto non sia l'unico a poter essere realizzato e chiede l'attivazione di un info-point e di un tavolo di confronto. Dal 23 marzo workshop al Savoia per ripensare la ex caserma

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Genova. Il Comune di Genova presenta oggi il progetto del parco urbano dell’ex caserma Gavoglio, il primo dei 5 lotti destinati a modificare e restituire alla popolazione la vasta area – 60 mila metri quadri – del Lagaccio. Il progetto realizzato dallo studio Land sarà poi affrontato nel corso di tre workshop (il 23, il 28 marzo e il 6 aprile all’hotel Savoia, ogni sera alle 19) ai quali potranno partecipare anche associazioni e gruppi di cittadini per portare le loro osservazioni e idee prima di realizzare il progetto definitivo, esecutivo, da mettere a bando.

Il lotto del parco urbano, il primo, è l’unico per cui esistono già dei fondi. Da spendere, peraltro, entro il 2021 (questo il termine ultimo dei lavori). Per questo il Comune, dopo qualche periodo di tentennamento (soprattutto lo scorso anno e nell’ultima fase dell’amministrazione Doria) è tornato ad accelerare. Il progetto ha a disposizione 5 milioni da parte del governo, altri 3 milioni sono stati reperiti tramite il piano europeo Unalab.

Per riqualificare tutti i 5 lotti, però, il Comune di Genova ha indicato un costo stimato di 78 milioni. Per questo l’associazione “Progettare la città”, che dal 2008 si occupa anche di promuovere la rinascita della Gavoglio, è preoccupata. “Temiamo si dia inizio a un’opera infinita”.

Non solo, spiegano: “Il pezzo”su cui, ci sembra, si sia accumulato grave ritardo da fine 2015 ad oggi è la verifica generale del sottosuolo, dell’area e dei rivi che, benché prevista dal Programma di valorizzazione da fare nel 2016, non è stata ancora fatta o, perlomeno, resa nota. Questa verifica è importante perché determina quali edifici si possano o si debba abbattere e quali lavori, con relativi costi, si debbano realizzare per mettere in sicurezza e bonificare l’area”.
 
L’associazione chiede la creazione di un “tavolo tecnico” che guidi la partecipazione, la progettazione e la gestione dei cantieri, difficili per un quartiere dalla viabilità già congestionata come il Lagaccio. Oltre all’attivazione di un info point fisico (e uno virtuale) a gestione istituzionale per rendere pubbliche le idee e chiedere pareri, partecipazione, coinvolgimento.