Palazzo tursi

Comune di Genova, votato il bilancio di previsione. Bucci: “Noi gestiamo la crescita, non il declino”

Inseriti diversi emendamenti dell'opposizione, ma nessuno porterà a variazioni di tipo economico. Chi ha votato contro: "Tagli al sociale e ai municipi"

Genova. Dopo il passo falso di ieri, quando per mancanza del numero legale la seduta era stata rinviata, oggi il Consiglio comunale di Genova ha votato il bilancio previsionale con 24 voti a favore, 13 contrari e 1 astenuto (Paolo Putti, Chiamami Genova) su 38 presenti. Questa volta in aula i consiglieri erano quasi al completo. Erano assenti Guido Grillo, di Forza Italia, ricoverato in ospedale, e Luca Pirondini e Giuseppe Immordino del Movimento 5 Stelle.

Nel documento programmatico sono stati inseriti, poiché approvati da giunta e consiglio, alcuni emendamenti presentati da maggioranza e opposizione, ma nessuno di fatto ha modificato i conti del bilancio. I lavori, iniziati alle 14, sono proseguiti per tutto il pomeriggio visto che il consigliere di minoranza Stefano Bernini (Pd) ha chiesto e ottenuto che tutti gli 84 ordini del giorno venissero votati singolarmente.

Il pareggio di bilancio è stato raggiunto a 760 milioni per la parte corrente e a 280 milioni il bilancio in conto capitale, con 60 milioni di nuovi investimenti per il piano triennale dei lavori pubblici e 220 milioni che derivano dagli impegni di spesa degli anni precedenti. Le aree che godono della maggiore concentrazione di risorse sono quella delle politiche sociali con 41 milioni. Alle voce spesa, il capitolo personale incide per 217 milioni.

“Siamo diversi e orgogliosi di essere diversi, nell’ultimo bilancio la città si arrendeva ad aumentare la Tari del 53%, noi l’abbiamo mantenuta invariata”. Il sindaco di Genova Marco Bucci ha rivendicato con orgoglio, tra gli applausi della sua maggioranza in consiglio comunale, il bilancio di previsione approvato oggi a palazzo Tursi. “Abbiamo una visione di città diversa da chi l’aveva governata fino a giugno – ha detto, rispondendo alle critiche del consigliere di opposizione Gianni Crivello – chi c’era prima si limitava a gestire il declino, dichiarandolo nei propri programmi, noi abbiamo riportato i cittadini a pensare che la città possa tornare grande e possa tornare la più importante del Mediterraneo”. Bucci ha poi fatto riferimento alla volontà di rientrare almeno in parte dai debiti accumulati, a partire da Amiu “Il cui debito passa da 156 a 135 milioni” e Fiera di Genova: “La Corte dei Conti ci ha detto che dobbiamo agire per metterci in regola, abbiamo un debito di 42 milioni – ha affermato il sindaco – ma anche per questo saremo dal 13 marzo al Mipim di Cannes per trovare investitori sul progetto del waterfront di Levante”. Infine, “Noi non vogliamo gestire il declino, vogliamo gestire la crescita, questo bilancio preventivo è un segnale che stiamo andando in questa direzione“ ha concluso il primo cittadino.

La voce dell’opposizione. “Vendita delle farmacie comunali, svendita di immobili, mancati finanziamenti ai municipi, nessuna risorsa in più per i servizi socio educativi, mancato finanziamento dei laboratori educativi territoriali. Non si trovano né le promesse di Bucci fatte in campagna elettorale né le certezze che lui e la sua giunta continuano a sbandierare”. Questi i motivi che hanno portato il gruppo del Partito democratico in consiglio comunale a votare contro il bilancio di previsione 2018. Contraria anche la lista Crivello, in particolare per il tema dell’accentramento di poteri rispetto ai municipi: “Con la giunta Doria avevamo stanziato la cifra più alta mai concessa, cifra ora azzerata, per le manutenzioni”.

Ha votato no all’approvazione del bilancio anche il Movimento 5 Stelle. “Un bilancio macchinoso – afferma il consigliere Stefano Giordano – ma semplice nei numeri, il Comune di Genova ha un debito di un miliardo ed è chiaro che la politica attuale è indirizzata a seguire tagli lineari, specialmente al sociale, che portano in sofferenza le fasce più deboli”. Anche i pentastellati hanno criticato la decisione della giunta di tagliare a ogni municipio 400 mila euro di risorse per le manutenzioni autogestite.

Unico astenuto Paolo Putti (Chiamami Genova). La giunta ha dato parere favorevole a tutti i 17 emendamenti presentati. “Sono stati accolti emendamenti importanti su tematiche sociali, sulle politiche giovanili, sulla visione di città, da Erzelli al waterfront – ha spiegato il consigliere di opposizione durante la dichiarazione di voto – ma rimangono distanze importanti, per esempi sul piano industriale Amiu e manca all’appello una strategia su territori martoriati come le periferie”.

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