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Caos traffico per lo sciopero dei porti, Bucci: “Bisogna trovare forme di manifestazione che non siano bloccare le strade”

Così il sindaco di Genova, contrariato per la situazione della viabilità nelle ultime ore. Gli fa eco il presidente dell'Autorità portuale: "Sciopero un po' forzato"

Genova. “Per il futuro bisognerà trovare altre forme di manifestazione rispetto all’abitudine di bloccare le strade”. Così il sindaco di Genova, Marco Bucci, visibilmente contrariato per il secondo giorno di intasamento di traffico cittadino in seguito al blocco dei varchi portuali per lo sciopero dei lavoratori dopo la morte del sessantenne Eugenio Fata, camionista rimasto schiacciato dalla motrice di un tir al terminal Vte di Genova Pra’.

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“Questo tipo di manifestazioni sono corrette e lecite- precisa Bucci- ma i danni per i cittadini sono evidenti”. Bucci riconosce che “questa decisione non può essere presa da un sindaco ma deve essere discussa a livello nazionale. E’ evidente per che il problema c’è e cittadini lo percepiscono tutti i giorni”.

Per il sindaco, dunque, “bisognerà trovare soluzioni, fermo restando ovviamente il rispetto per il lavoratore che ha perso la vita e per le persone che hanno tutto il diritto di esprimere il proprio disappunto e la propria protesta”.

Sul tema interviene anche Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di sistema portuale: “E’ ovvio che c’è apprensione per i lavoratori della compagnia, perché voglio capire quale sarà il loro futuro ma credo che non esistano i presupposti per uno sciopero che io non condivido come misura estrema e così impattante per la città”. Così il presidente dell’autorità di sistema portuale Paolo Emilio Signorini commenta lo sciopero messo in atto nel Porto di Genova che ha paralizzato il traffico cittadino.

“Stiamo dialogando con il sindacato – ha spiegato – e credo che ci siano le condizioni per ricollocare i 28 lavoratori tra terminalisti e, eventualmente, Culmv, quando il piano sarà approvato. Domani ci incontreremo in prefettura e, spero, che riusciremo a riannodare il dialogo anche con i sindacati, dimostrando che abbiamo a cuore la loro preoccupazione per questi lavoratori”.

E se, in questo caso, per Signorini “Lo sciopero è stato un po’ forzato” il discorso, invece, cambia per quello di ieri, dopo la morte sul lavoro di un autotrasportatore. “Sugli incidenti, oltre al dolore per la perdita di vite umane, dobbiamo dare atto al sindacato che ha, più volte, segnalato queste situazioni di criticità sulla sicurezza e quindi – conclude – dobbiamo impegnarci per fare meglio”.