La polemica

Bufera sull’ex pm della Diaz, Zucca: “Io giudicato sulla base di quello che non ho detto”

Agli attacchi del capo della polizia sono seguiti quelli di politici e oggi del presidente dell'Anm. Il magistrato: "Ma ho ricevuto moltissima solidarietà"

Genova. “Sono stato giudicato sulla base di quello che non ho detto e la gente ha parlato sulla base di frasi estrapolate dal contesto e a volte imprecise”. E’ arrabbiato e preoccupato il sostituto procuratore generale Enrico Zucca, al centro delle polemiche dopo le sue considerazioni sul G8 del 2001 e alcuni vertici della polizia espresse durante un convegno a Genova con i genitori di Giulio Regeni.

“Questo è un momento delicato per me – sottolinea il magistrato – ho ricevuto tanti messaggi di solidarietà da colleghi e non solo da tutta Italia, ma continuo a essere esposto per frasi sintetizzate e poi commentate da chi non ha sentito tutto il ragionamento”.

“Ovviamente io nel mio primo discorso non mi riferivo a Gabrielli quando parlavo di vertici di polizia. Ma quando si buttano lì i morti ho soltanto ricordato che la magistratura ha avuto i suoi morti nella lotta alle Br ma ha sempre e soltanto usato la legalità per contrastarla mentre chi era al Viminale ai tempi ha preso la scorciatoia della tortura. E’ la storia, non sono opinioni”.

Zucca per le frasi riassunte in modo forse frettoloso , è stato attaccato in primis dal capo della polizia Franco Gabrielli che le aveva definite infamanti. Poi da buona parte del mondo politico e infine, con l’intervista a Repubblica di questa mattina dallo spesso presidente dell’Anm Eugenio Albamonte:  “Non esiste solo la responsabilità disciplinare”, rimarca: “il nostro comportamento deve adeguarsi al codice etico dell’Anm che richiama a garantire sempre un’immagine di imparzialità”. “Il pm – aggiunge – deve essere imparziale ed equilibrato, sia nel corso del processo, sia nella fase successiva, quando ormai lo stesso processo è chiuso. Un’eccessiva aggressività anche nel commentare i fatti del processo dopo anni potrebbe dare l’impressione di un atteggiamento animoso che ha influenzato le scelte processuali”.
Ieri il pg gli del pg della Cassazione ha avviato gli accertamenti preliminari nei confronti del magistrato genovese chiedendo l’acquisizione del video integrale e della relazione del pm.

Zucca aveva detto nel convegno che “chi coprì i torturatori è oggi ai vertici della polizia”, con riferimento in particolare a Gilberto Caldarozzi, condannato per falso e calunnia. Caldarozzi che nel 2001 era il numero due dello Sci, è oggi vicedirettore della Direzione investigativa antimafia. Come gli altri funzionari condannati in via definitiva per il falso verbale di sequestro delle molotov nella scuola Diaz, è stato interdetto per 5 anni dai pubblici uffici, poi è rientrato in polizia e ha proseguito la sua carriera. Molti del protagonisti di allora, a cominciare da Francesco Gratteri che del servizio centrale operativo era allora il numero uno o Giovanni Luperi, ex vicecapo dell’Ucigos, o il comandante del disciolto settimo nucleo del reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini sono andati nel frattempo in pensione.

Più informazioni
leggi anche
  • Dopo gli attacchi
    Su Altraeconomia un appello a sostegno del magistrato genovese Enrico Zucca: “Ha solo detto la verità”
  • Ancora g8
    Polemica sui “torturatori ai vertici della polizia”, il procuratore Zucca: “Frase riportata è imprecisa, ma i condannati andavano rimossi”
  • Bufera
    Dichiarazioni di Enrico Zucca sul G8, il csm apre una pratica sull’ex pm della Diaz