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Blitz in via Fracchia, la procura di Genova chiederà gli atti della commissione Moro

L'indagine della procura di Genova parte dall'acquisizione delle ultime carte. Il fascicolo aperto dopo l'esposto di un ricercatore

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Genova. La procura di Genova acquisirà gli atti della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Aldo Moro per cercare di portare avanti l’indagine aperta lo scorso agosto sul blitz dei carabinieri nel covo delle Brigate rosse di via Fracchia, avvenuto nel 1980, a Genova, durante il quale vennero uccisi quattro brigatisti.

Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha già ricevuto l’ok dalla commissione che nei prossimi giorni invierà le carte nel capoluogo ligure. “In particolare – spiega Cozzi – ci interessano alcune audizioni. Vogliamo capire se sono emersi elementi nuovi che ci consentano di portare avanti la nostra indagine”.

L’inchiesta, per omicidio “in danno di Riccardo Dura” (uno dei terroristi uccisi, ndr) in mano al sostituto procuratore Federico Manotti, era nata dopo l’esposto di Luigi Grasso, ricercatore universitario che nel 1979 venne accusato di terrorismo e negli anni successivi completamente prosciolto. “Quello di Dura è stato un omicidio volontario, venne ucciso con un solo colpo alla nuca” aveva scritto nella denuncia Grasso.

Il ricercatore aveva deciso di presentare l’esposto dopo una ricerca personale negli archivi giudiziari che gli ha permesso di ottenere il fascicolo di via Fracchia. In quegli atti c’è la ricostruzione dei fatti spiegata da Michele Riccio, il capitano che guidò l’assalto, uomo di fiducia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa al quale era stato affidato il compito di condurre la battaglia contro le Br. Dalla lettura di quei fatti Grasso era arrivato alla conclusione che l’uccisione del brigatista Riccardo Dura sarebbe stata un omicidio volontario