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Alluvione 2011, l’ex sindaco dopo la conferma della condanna: “Non so se riuscirò ad andare avanti”

Una sentenza che replica quella per il disastro di Sarno dove morirono 37 persone: il sindaco condannato in via definitiva a 5 anni.

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Genova. “Cosa vuole che le dica? non so se riuscirò a andare avanti”. Lo ha detto l’ex sindaco di Genova Marta Vincenzi all’Ansa che l’ha incontrata nella sua abitazione a Rivarolo, sulle alture di Genova, a poche ore dalla sentenza della Corte d’Appello di Genova che ha confermato per lei la condanna a 5 anni di reclusione per l’alluvione del novembre 2011. Se la sentenza dovesse diventare definitiva per Marta Vincenzi si aprirebbero le porte del carcere. L’ex sindaco che era rimasta a casa sarebbe apparsa dimessa e scioccata, mentre il marito che questa mattina è venuto in aula ad ascoltare la lettura del dispositivo ha avuto un lieve malore.

“Non ho parole” era stato il commento dell’avvocato Stefano Savi che difende l’ex sindaco . “Dovremmo attendere la Cassazione per insistere sull’applicazione delle norme sull’omicidio colposo”, ha detto.
Una sentenza – quella letta oggi dal presidente della seconda sezione della corte d’appello Giuseppe Diomeda – che ricalca quella per il disastro di Sarno dove morirono 37 persone: il sindaco condannato in via definitiva (la Cassazione ha comfermato la condanna 8 mesi fa) a 5 anni.

Per l’avvocato difensore di Francesco Scidone Andrea Testasecca “si tratta di un dispositivo complesso, per comprendere il quale bisogna leggere le motivazioni per capire il ragionamento dei giudici sulla sussistenza dei reati contestati. Ci sono passaggi difficili da comprendere, specie sulla ritenuta sussistenza del falso che a nostro giudizio era ed è totalmente infondato”. Scontato anche per l’ex assessore, che pur ha avuto un importante sconto di pena (da 4 anni e 9 mesi a 2 anni e 10 mesi) il passaggio in Cassazione.

Per Emanuele Olcese, avvocato della famiglia di Serena Costa, morta dopo essere andata a recuperare il fratello a scuola, la sentenza parla chiaro e “afferma che il sindaco è il primo responsabile della protezione civile in città e anche se quel giorno era a un convegno doveva garantire il funzionamento della macchina”.

“Sono contento ma questa sentenza non mi ha cambiato niente perché i miei sono ormai morti e non me li riporta più indietro nulla. Però almeno questi qui soffrono un po’. Sono soddisfatto e mi auguro che Dio faccia anche lui il suo dovere e li mandi all’inferno tutti” ha commentato Flamur Djala, che nell’alluvione perse la moglie e le due figlie, dopo la sentenza di appello che ha confermato la condanna a cinque anni per l’ex sindaco Marta Vincenzi. “E’ stato confermato tutto quello che è emerso durante il dibattimento – ha sottolineato Marco Costa, il papà di Serena morta a 19 anni dopo avere preso il fratello a scuola – e cioè la responsabilità: non sono riusciti a sminuirla perché non si poteva riuscire. Gli argomenti erano quelli, sono stati sviluppati in primo grado e analizzati in secondo. Il passaggio in Cassazione ci preoccupa perché non sappiamo come vanno le cose in questo settore, ma in realtà siamo sempre stati fiduciosi e in questi anni hanno tirato fuori la giustizia”