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Albenga, si è spenta Rosy Guarnieri, neo-deputata per la Lega

La "zarina verde" è stata anche sindaco del comune savonese

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Genova. La città delle torri perde uno dei suoi simboli. Si è spenta, all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, all’età di 66 anni, Rosalia “Rosy” Guarnieri, consigliere comunale di minoranza, uno dei pilastri di Albenga (e non solo dal punto di vista strettamente politico).

“Oggi è un giorno tristissimo per tutti noi. Rosy ci mancherà: la famiglia della Lega perde una grande donna, il cui coraggio e determinazione, nella vita e in politica, rimarranno per noi di esempio per sempre”. Lo dichiara Edoardo Rixi, segretario regionale della Lega in Liguria, esprimendo vicinanza e le più sentite condoglianze a nome della Lega Liguria alla famiglia di Rosy Guarnieri, ex sindaco di Albenga e neo eletta in Parlamento, scomparsa questa mattina all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.

Guarnieri non era albenganese di origine, ma con il tempo lo è diventata a tutti gli effetti. Una siciliana trapiantata in Liguria, dove, nel corso della sua vita, è riuscita a mettere radici ben salde, con un cuore che si potrebbe definire diviso a metà, in cui hanno sempre trovato posto, in egual misura, Albenga e Villalba (in provincia di Caltanissetta), sua città natale.

Un modus operandi e uno stile di vita e di fare politica che, nel corso degli anni, l’hanno posta spesso sotto riflettori, ponendola anche nel mirino di “amici” e “nemici” politici e al centro delle critiche, ma che le hanno anche spianato la strada verso grandi successi: dal ruolo di sindaco di Albenga nel 2010 (con due record centrati in un colpo solo, primo sindaco della Lega e primo sindaco donna della storia della Città delle torri) a quello di segretario cittadino della Lega e di presidente del Distretto Socio Sanitario Albenganese, fino alla recente nomina in Parlamento, a Roma.

bossi-guarnieri

Di Guarnieri, autentico simbolo della Lega ingauna, al punto da essere ribattezzata “zarina verde” (tanti le attribuiscono il merito di aver ‘costruito’ la Lega ad Albenga), i più ricordano le aspre battaglie in consiglio comunale con l’allora sindaco Angioletto Viveri, un altro dei pilastri della storia di Albenga, del quale poi ha riconosciuto anche i meriti e lo spessore politico, ma anche alcune sue dichiarazioni forti e fuori dagli schemi, tipiche di una donna “senza briglie”, il cui passato politico non si è tinto solo del “verde Lega”.

Una carriera iniziata negli anni ’70 tra le file della Democrazia Cristiana e “esplosa”, dopo il passaggio alla Lega Nord, nel 2001, quando le è stata consegnata la delega di assessore all’Ambiente nella giunta dell’ex sindaco Mauro Zunino. Un ruolo importante, ma non sufficientemente gratificante per Guarnieri, che ha provato il “colpo” nel 2005, candidandosi a sindaco e lanciando la sfida (poi persa) all’ex primo cittadino, vincitore di quella tornata elettorale, Antonello Tabbò. Quindi, altri 5 anni tra i banchi dell’opposizione in consiglio comunale (conditi anche dal ruolo di assessore provinciale a lavori pubblici, strade, viabilità ed edilizia scolastica e patrimoniale in Provincia), studiando però, nemmeno troppo in gran segreto, da futuro sindaco.

Rosy Guarnieri - sindaco Albenga

Un’investitura prestigiosa ottenuta nel 2010, con la vittoria contro lo stesso avversario politico di 5 anni prima, Tabbò, e seguita anche dalla nomina di presidente del Distretto Socio Sanitario Albenganese. Ne è seguita una vita amministrativa improntata sui suoi temi chiave, come la sicurezza, il commercio, l’ambiente e le politiche della famiglia (per citarne alcune), ma allo stesso tempo travagliata da divisioni interne alla sua maggioranza, scaturite da alcune decisioni molto dibattute. In primis l’apertura della moschea più grande della Liguria, nel 2013, che ha preceduto di poco lo sfortunato tentativo di realizzare un forno crematorio in terra ingauna, che le è costato la sfiducia di alcuni dei “suoi” e la decadenza da sindaco, a fine 2013.

Ma Rosy, decisa a non mollare, si è ripresentata comunque alla tornata elettorale successiva, di nuovo come candidato sindaco del centrodestra, perdendo però alle comunali contro il rivale e attuale primo cittadino Giorgio Cangiano. Un duro colpo, che l’ha riportata in minoranza, ma ben incassato, come i precedenti.

matteo salvini rosy guarnieri albenga

Quindi, una manciata di mesi fa, è sopraggiunto il brutto male che ha provato, invano, ad allontanarla dalla politica, indebolendola nel fisico, ma non nel morale e nella ferrea forza di volontà, mai venuta meno fino all’ultimo e davanti a nessuno. Recentemente, infatti, nonostante le condizioni di salute non ottimali e contro il parere di colleghi e amici, si è recata all’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga per incontrare il suo “Capitano”, il leader della Lega Matteo Salvini, in visita in terra ingauna, e saprattutto per palesargli, incurante del suo ruolo nel partito, la sua contrarietà alla privatizzazione del nosocomio albenganese, per il quale tanto ha battagliato, in veste di sindaco prima (con la manifestazione in difesa dell’ospedale che spinse migliaia di persone a manifestare per le vie di Albenga, nel 2012) quanto di consigliere di minoranza poi.

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