L'appello

Da Ventimiglia a Genova, una appello per chiedere uno spazio pubblico riscaldato per i migranti che dormono in tenda sotto la neve

Almeno 200 persone dormono all'aperto sotto il ponte della tangenziale e rischiano di morire di freddo

Genova. Un appello accorato rimbalza da Ventimiglia a Genova. E’ rivolto al Sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano e per conoscenza all’Assessorato al welfare del Comune di Ventimiglia e ricorda la drammatica situazione di chi oggi si trova accampato sotto il ponte della tangenziale di Ventimiglia.

“Ormai da tre giorni le temperature sono radicalmente diminuite e in queste ora ha cominciato a nevicare a Ventimiglia – scrive l’associazione no-profit Eufemia . Nonostante questo nessuno spazio e’ stato reso disponibile dal comune per ospitare le persone senza fissa dimora fra cui al momento si annoverano ben 200 persone che sono accampate sotto il ponte della tangenziale. Il campo della Croce Rossa, troppo lontano per essere raggiunto a piedi, persiste nel limitare il numero di navette che potrebbero portare le persone dalla citta’ al campo.

“Sarebbe fondamentale che uno spazio pubblico riscaldato venisse aperto il prima possibile per ospitare chi in queste ore dorme all’aperto sotto la neve solo con una tenda di fortuna e un sacco a pelo leggero – spiegano ancora i rappresentanti dell’associazione – Chiediamo a gran voce che il Comune di Ventimiglia si assuma la responsabilita’ della sopravvivenza di queste persone che presto dovranno passare una seconda notte all’aperto con temperature sotto lo zero. Fra queste persone ci sono bambini, donne incinte ed infanti, persone denutrite gia’ prive di forze”.

“Non aprire uno spazio per accogliere chi non ha fissa dimora a Ventimiglia equivale a negare i piu’ basici aiuti umanitari – conclude l’appello – e a mettere a rischio la vita di tutti coloro che sono accampati sotto il ponte della tangenziale e devono sopravvivere alle gelide temperature di questa settimana.

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