Il trend

Tribunale ecclesiastico in Liguria, sempre più veloci le cause di annullamento di matrimonio

Monsignor Rigon: "E se una persona non può spendere, può non spendere". Altrimenti fanno 525 euro.

Genova. “Nel 2017 sono entrate 143 nuove cause di richiesta di nullità matrimoniale. Quattro in più del 2016, ma il numero e’ sostanzialmente stabile”. Lo afferma monsignor Paolo Rigon, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico regionale, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

“Nel 2017 – ha detto Rigon – sono giunte al termine 136 cause di nullità” e “questo dato ci permette di poter dire che le cause di nullità hanno una accelerazione ossia un percorso più breve nel tempo” anche grazie al fatto che “non abbiamo più le cause di appello e questo ci fa guardare con ottimismo alla celerità della conclusione di una causa che già ora si esaurisce in un anno se non presenta particolari difficoltà o non esige un lavoro peritale”. Delle 136 cause terminate “129 hanno ottenuto la nullità, 4 hanno avuto esito negativo, 3 si sono fermate e archiviate”.

Delle 136 cause, 68 erano nella diocesi di Genova, 12 ad Albenga; 16 a Chiavari; 18 a La Spezia; 6 a Savona; 9 a Tortona e 5 a Ventimiglia. Nella sua relazione mons. Rigon ha parlato delle “difficoltà e i disagi che i fedeli cristiani possono avere o sentire di fronte al nostro tribunale”. Tra queste, ha voluto sottolineare, non ci può essere il timore della spesa perché, “se una persona non può spendere, rivolgendosi ai nostri patroni stabili sia per consiglio e sia scegliendoli come avvocati per la loro causa, non deve spendere assolutamente nulla”.

Nello stesso tempo, ha anche ricordato che i vescovi italiani hanno deciso che, “se una persona è in grado di farlo, chiede un piccolo contributo, molto piccolo rispetto alle spese del tribunale, quasi una piccola elemosina, di 525 euro che può diminuire se una persona non fosse in grado di affrontare questa cifra; spesso la situazione economica attuale spinge le persone a versare la cifra ratealmente”. Tra le altre motivazioni di disagio, monsignor Rigon ha citato motivazioni di tipo personale, familiare o il presunto miglior interesse dei figli.