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Terremoto sul premio Paganini, Fabio Luisi contro Elisa Serafini. Il maestro lascia la direzione

In contrasto con la volontà dell'assessore comunale di rinnovare la giuria del concorso. Però, tecnicamente, Luisi era già decaduto

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Genova. La bomba l’ha sganciata il quotidiano La Repubblica, questa mattina, riportando la decisione del direttore artistico del Premio Paganini, il maestro Fabio Luisi, di dimettersi dal suo ruolo. La decisione a poche settimane dalla prossima edizione del concorso, che si svolge ogni tre anni, ed è in programma nel 2018 dal 5 al 14 aprile.

Bruco, il degrado del fratello minore

Le dimissioni di Luisi, già direttore della Metropolitan Opera di New York e da pochi mesi anche sul podio dell’orchestra sinfonica nazionale della Rai, direttore del premio Paganini dall’edizione 2015, nominato dall’allora sindaco di Genova Marco Doria, sono state comunicate con una lettera al Comune.

L’assessore Elisa Serafini, che non smentisce, dovrebbe fare le proprie considerazioni in giornata. La decisione di Luisi sarebbe legata alla volontà del Comune di modificare, allargandola, la giuria del premio. L’assessore Serafini ha parlato di musicisti di fama per aumentare l’attenzione internazionale sulla manifestazione.

In realtà, tecnicamente, Fabio Luisi era già decaduto da direttore artistico. Il regolamento del Premio Paganini infatti precisa come il cambio di amministrazione – cosa accaduta a giugno dopo le elezioni, con il passaggio dalla giunta Doria a quella Bucci – determini anche la caduta anticipata degli organi del concorso.

A Luisi, in particolare, non sarebbe piaciuta l’eventualità di trovare in giuria nomi di musicisti che sono anche insegnanti, come Igor Ozim, Dmitri Berlinsky, Roman Lasocki and Tatsumi Akiko, o come Zakhar Bron, che il Comune vorrebbe nominare “ambasciatore mondiale” del concorso.

“Stamani la notizia ha avuto un’eco particolare durante la presentazione del nuovo Teatro di Genova, unione di Archivolto e Stabile. Tra i partecipanti Roberto Iovino, direttore del conservatorio Niccolò Paganini di Genova e membro del comitato organizzatore. “Siamo molto sorpresi – ha detto – che un musicista della fama di Luisi possa andarsene dispiace enormementem, anche perché ci garantiva quell’aura internazionale di cui il concorso ha bisogno. Non sappiamo cosa sia successo e speriamo che ci sia una riunone del comitato organizzativo per capire quali siano i termini”. Il comitato non si riunisce, peraltro, da tempo. “Noi siamo preposti alla definizione del regolamento e del programma, non ci vediamo da parecchio – continua Iovino – spero che la situazione possa ricomporsi perché Luisi è davvero prezioso”.