Serie A2: Rari Nantes Sori, bene a metà - Genova 24
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Serie A2: Rari Nantes Sori, bene a metàrisultati

I biancogranata pagano un black out nel terzo tempo e i troppi gol presi a uomini pari

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Sori. Bene a metà. Finisce 10 a 5 in quel di Sori tra i padroni di casa in calottina biancogranata e il Lavagna.

Una gara in cui i ritmi, dalle prime battute, non sembrano essere alti. È Mattia Pedroni ad aprire le danze con un tiro in superiorità numerica e Penco a pareggiare, prima che Cotella, da fuori, e Luca Pedroni, con un coast to coast, non firmino il primo break per gli ospiti.

La seconda frazione inizia con il 4 a 1 di Parisi, ma sono il capitano Rezzano, sicuramente tra i più propositivi tra i soresi, e Imnaishvili con un rigore trasformato, a tenere a galla i ragazzi di Cipollina.

Una partita un po’ contratta da entrambe le parti; Lavagna sembra non essere in giornata di grazia, con molti giocatori sottotono, mentre il Sori, non appariscente e poco incisivo con l’uomo in più, ha il merito di rimanere attaccato all’avversario.

All’intervallo i granata sono sotto di una rete, 4 a 3, ma all’inizio del terzo tempo Casazza cerca di far scappare nuovamente i suoi.

Ancora Rezzano con un bel tocco ravvicinato, e Imnaishvili, pareggiano i conti. Potrebbe essere il momento della svolta ma, sponda Lavagna, sale in cattedra Bassani che in poco più di un minuto, complice anche un black out totale dei padroni di casa, con regali di ogni genere, ne segna tre.

Gambe tagliate per il Sori e partita praticamente finita. Le reti finali di Parisi e Pagliuso incrementano solo il risultato, rendendo il passivo più pesante, forse immeritatamente per i padroni di casa.

In casa sorese resta il rammarico per aver spento l’interruttore in quella frazione di terzo tempo, quella che ha determinato la sconfitta, insieme ai tanti, troppi gol, presi a uomini pari. Ben sette, presi per di più in modo davvero ingenuo.

Sterilità offensiva in alcuni casi ma la pecca sta negli errori con possesso a favore, che hanno dato il la al contropiede contro una squadra al contrario, almeno sabato, poco pericolosa da schierata, o con l’uomo in più.

Lavorare e remare tutti dalla stessa parte l’unica cosa da fare per ovviare a queste defezioni. Non mollare mai e pensare agli errori perché la prossima a Chiavari sarà un’altra finale.

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