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Salvini, bagno di folla: “Sì al modello Genova, voglio tornare senza giubbotto anti-proiettile. No a nuove moschee” foto

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Genova. “Il nostro obiettivo è quello di fare in tutta Italia quanto abbiamo fatto a Genova e in Liguria, fare quelle cose che dall’opposizione non è possibile avere. Più sicurezza e più lavoro per i giovani”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini ha aperto la sua visita questa mattina a Genova con un bagno di folla al Mercato Tre Ponti di Sampierdarena.

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“Assieme al sindaco di Genova vogliamo cambiare la città per farla diventare una delle più belle del mondo – ha detto Salvini – Oggi c’era il corteo degli studenti, ma vogliamo tornare a fare un giro nel centro storico di Genova senza giubbotto antiproiettile”.

Il leader della Lega Nord ha improvvisato un comizio salendo su una seggiola. “Diremo no alla nuove moschee fino a quando gli islamici non ci diranno che tutti gli uomini sono uguali – ha detto ancora Salvini – Non ne faremo aprire di nuove e controlleremo quelle esistenti”.  “Basta leggere la Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo che dice che la donna vale meno dell’uomo, che la giustizia islamica prevale sulla giustizia italiana, per capire che l’Islam non e’ compatibile con le nostre liberta’, con i nostri valori, le nostre conquiste di sicurezza e certezza, – afferma Salvini -. Fino a quando l’Islam non fara’ chiarezza e non ribadira’ che gli esseri umani sono tutti uguali davanti a Dio e davanti alla legge, io non concedo neanche mezza moschea”. “Al governo controlleremo tutto cio’ che gia’ c’e’, chiuderemo cio’ che e’ illegale, in quello che e’ sulla carta legale, vedremo da dove arrivano i soldi, chi predica e come predica, con uno stop a tutte le nuove aperture di moschee”.

Il segretario della Lega ha commentato anche l’iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Rieti del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi per il crollo di una palazzina a seguito del sisma. “Un Paese normale aiuta le comunita’ terremotate a rimettersi in piedi, aiuta i sindaci a restituire casa e lavoro ai loro cittadini, indagare i sindaci terremotati mi sembra una follia, al di la’ delle parti politiche. Mi sembra veramente indegno che lo Stato italiano vada a cercare le casette in legno abusive dei terremotati con tutto quello che c’e’ di abusivo in Italia e perseguiti dei sindaci che hanno fatto solo l’interesse dei loro cittadini”.