Denuncia

Porto di Genova, sindacati: “La disorganizzazione ai varchi ricade non sulle aziende ma sui camionisti”

Filt Cgil fa eco alle accuse di Trasportounito a Autorità di sistema portuale e terminalisti

Genova. Oggi Trasportounito, l’associazione di categoria che riunisce le imprese del settore dell’autotrasporto, ha bacchettato L’Autorità di sistema portuale e i terminalisti rei, ognuno per il proprio ruolo, di non aver effettuato gli investimenti necessari ad accogliere i tir nel Porto di Genova. A seguito delle bibliche attese ai varchi, Trasportounito denuncia un costo medio di 3 mila euro a tir, perdita certamente non imputabile al costo del lavoro visto che lo straordinario degli autisti è forfetizzato e quindi per l’azienda cambia poco se l’autista deve aspettare 3 o 5 ore.

“La musica cambia – scrive la Filt Cgil – invece per gli autisti che sono costretti, dopo interminabili viaggi, a doversi letteralmente accampare in prossimità dei varchi, ma senza i comfort dei servizi di un’area attrezzata”.

Proprio per questo il sindacato è in attesa di avere delle risposte dall’Authority e dal Vte soprattutto circa il porto di Pra’ dove da anni si chiede che venga attrezzata un’area dove gli autisti possano trovare i servizi igienici e un punto di ristoro.

“La denuncia di Trasportounito di poco personale ad accogliere i mezzi e poche risorse destinate all’organizzazione del lavoro è senz’altro condivisa dalla Filt – si legge in un comunicato – e sono questioni che il sindacato quotidianamente ha denunciato; insieme a questo però non si può non sottolineare come le aziende siano piuttosto distratte ai bisogni dei propri dipendenti che sia in inverno, sia in estate, sono costretti a passare parte della giornata di lavoro sul piazzale di Voltri in condizioni a dir poco precarie”.