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Nomine, Serafini: “Vado avanti per il rinnovamento, nonostante i malumori e tanti piccoli ricatti”

Un post su Facebook parafrasando Mao Tse Tung, "La rivoluzione non è un pranzo da Mangini", per ribadire la sua linea

Genova. Un post su Facebook, dal titolo sibillino “La rivoluzione non è un pranzo da Mangini”, parafrasando Mao Tse Tung, una lettera a chi l’ha votata, per commentare le nuove nomine per gli enti, ribadire “vado avanti, consapevole del mandato di rinnovamento che i cittadini hanno espresso lo scorso giugno”, ma anche una sorta di sfogo che denuncia “tanti piccoli ricatti”.

Così l’assessore comunale Elisa Serafini esprime il suo pensiero sui social dopo le ultime polemiche seguite alle dimissioni del direttore Fabio Luisi dal Premio Paganini. Domani il Comune di Genova incontrerà il comitato Paganini e verrà individuato il nuovo direttore. Luisi si era dimesso polemicamente nei giorni scorsi per un contrasto proprio con l’assessore Serafini circa l’allargamento della giuria del Premio a musicisti di fama per dare maggior risalto alla manifestazione. “La richiesta di integrazione della sua già prestigiosa giuria – ha chiarito in consiglio comunale Serafini – aveva l’obiettivo di valorizzare musicisti di fama e dei didattici, era una richiesta di opinione e parere e non una pressione o una modifica imposta. A questa richiesta di confronto sono seguite le dimissioni di cui sono rimasta sorpresa”. Adesso, la lettera-post su Facebook ai sostenitori e agli amici.

“Cari amici, il ricambio ai vertici degli enti, e la richiesta di nuove procedure, basate sui criteri di trasparenza, efficienza e responsabilità, stanno creando molti malumori e tanti piccoli “ricatti” – scrive la Serafini – Sono consapevole che la strada intrapresa non sia stata la più semplice. Un tacito assenso allo status quo, mi avrebbe permesso di lavorare avendo “meno problemi”: Tuttavia ritengo urgente la necessità di apportare un forte rinnovamento negli enti e nei processi controllati dall’Amministrazione che, ricordiamo, conservava da oltre 40 anni lo stesso colore politico”. L’assessore alla Cultura mette in chiaro anche un altro punto: “Non mi è mai interessato risultare “simpatica” agli addetti ai lavori, o godere della stima di persone che hanno, per anni, lavorato in connivenza con le peggiori amministrazioni della nostra città. Per questo motivo vado avanti, consapevole del mandato di rinnovamento che i cittadini hanno espresso lo scorso giugno. A voi è diretto il mio grazie: cercherò di essere sempre una testimone dei valori di libertà, trasparenza, e meritocrazia, e, soprattutto, una testimone del vostro voto”.