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Marco Compagnone, da Bogliasco a Busalla

Il top player del Busalla si racconta a Genova24.it

Genova. Da anni seguo la Primavera blucerchiata, avendo da sempre un debole per il calcio giovanile e “sotto sotto”, come tutti noi che amiamo il calcio, confesso di avere un’indole nascosta da talent scout… Alzi la mano, chi non ha amai avuto occasione, nel vedere una partita, di dire “quel ragazzo farà strada”…

Mi è capitato, per la prima volta (che ci ho azzeccato), al Torneo Pala di Cogoleto, dove ho visto sgambettare, sul campetto laterale, un ragazzino di otto anni del Cormano, una squadra di Milano, allora presieduta dall’ex medico del Como, Gigi Melgrati Quel campioncino in erba, era Massimo Gobbi, la cui trafila professionale lo ha portato a disputare una partita in Nazionale, passando per Giugliano, AlbinoLeffe, Treviso, Cagliari, Fiorentina, Parma e Chievo… non ha ancora raggiunto le 400 partite in Serie A, ma il traguardo è vicino…

Un’altra volta, “quel ragazzo farà strada”, mi è di nuovo capitato di dirlo, vedendo giocare un n° 10 della Primavere della Sampdoria… era Marco Compagnone… una facilità di calcio, che impressionava, la palla che partiva “pulita” dal suo collo piede… come poteva non fare carriera?

Allenato da grandi mister, quali Invernizzi, Lombardo e Bollini, quando è arrivata la convocazione di Novellino, con la prima squadra della Samp, ho pensato “di averci preso”, anche con Compagnone…

Non è andata così… quei “piedi buoni” (anzi ottimi) lo hanno portato in C2 col Bellaria e poi in C1 col Real Marcianise, seguito da Novese, Sestrese, Vado, Ligorna, Rapallo e infine Busalla… sempre sciorinando numeri di alta classe, soprattutto con quella, che il suo attuale mister Cannistrà ha definito la specialità della casa, il calcio di punizione.

E’ una esecuzione, che può cambiare il volto di una gara… Un calcio di punizione, ben calciato, può rappresentare un’ autentica opera d’arte, una ‘sliding door‘ di un match ed a volte di una stagione… Tu ne sai qualcosa vero Marco?

“E’ una visione romantica, che mi piace “- esordisce il ‘top player’ del Busalla – “Sì, è un gesto tecnico, che da sempre mi contraddistingue, in positivo. E’ noto, che il 70% delle partite viene risolto su situazioni di palla inattiva, per cui, questa ‘arma’ diventa un valore aggiunto, da sfruttare al massimo in ogni occasione”.

“Se una punizione è tirata, come si deve, è imparabile” ha detto Andrea Pirlo, uno dei migliori specialisti… E’ una dote naturale, oppure l’ hai scoperta, con l’andare del tempo?

“E’ una qualità, che mi appartiene, sin da piccolo” – sorride Compagnone – “E’ chiaro, che oltre ad essere tecnicamente dotato, bisogna perfezionare il gesto tecnico in allenamento, cosa che faccio sempre, nell’ ultimo training settimanale, con Sandrone Campanelli (ndr, il preparatore dei portieri valligiani), con cui mi esercito a calciare, da ogni lato del campo, curando i minimi dettagli”.

Gianfranco Cannistrà si dice fortunato di allenare un giocatore come te, affermando che solo pochi possono avvicinarsi alla tua bravura calcistica…

“Ringrazio il mister… sono parole, che mi fanno molto piacere, perché pronunciate da una persona eccezionale e da un allenatore molto preparato. Il mister è uno di noi, perfetto per un posto ideale, come quello del Busalla. Non nego di aver avuto offerte da categorie superiori, in questi ultimi anni, ma ad oggi e penso anche in futuro, non ci sono i presupposti per un mio addio ad un ambiente, in cui mi trovo benissimo, riuscendo, tra l’altro, a far collimare lavoro e divertimento calcistico”.

Che ne pensi del fatto che Johan Cruyff abbia detto che “giocare a calcio è semplice, ma giocare un calcio semplice, è la cosa più difficile che ci sia”?

“E’ una verità assoluta, tanto è vero che soltanto il Barcellona ed il Manchester City, guarda caso allenati dal catalano Pep Guardiola, si sono avvicinati alla perfezione del calcio, che Cruyff è riuscito a dare, sin dai suoi tempi, ai blaugrana”.