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Manifestazione antifascista a Macerata, le Arci liguri compatte contro i vertici: “Sbagliato non andare in piazza”

E il presidente genovese Kovac: "Le contraddizioni ci sono, inutile gettarci la croce addosso"

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Genova. “La Presidenza regionale e i Comitati Territoriali dell’Arci in Liguria di fronte alla situazione venutasi a creare dopo i fatti di Macerata esprimono quanto segue: Prendiamo atto con rammarico della decisione di ritirare l’adesione della nostra Associazione alla manifestazione di sabato 10 febbraio a Macerata, pur di fronte ad una richiesta del Sindaco. Crediamo che di tutto oggi ci sia bisogno tranne che di divisione sui valori dell’antifascismo, già messi in discussione dai fatti delle cronache anche recenti”. Lo si legge in una nota firmata da Arci Genova, Arci Imperia, Arci La Spezia, Arci Sarzana – Val di Magra, Arci Savona, Arci Liguria.

“La partecipazione avrebbe infatti rappresentato un momento di forte risposta al dilagare di posizioni antidemocratiche e razziste che si stanno diffondendo sempre di più e che vanno invece contrastate con il rafforzamento e la riaffermazione di quei valori. Consideriamo inoltre preoccupante la scelta di vietare la manifestazione, comunque fatta successivamente alla rinuncia a partecipare. E ci domandiamo che sta succedendo a Macerata? Che sta succedendo al Paese? Di una cosa siamo certi: non è possibile mettere sullo stesso piano manifestazioni in difesa dei nostri valori Costituzionali con iniziative fasciste e razziste”.

Parallelamente al comunicato ufficiale , il presidente di Arci Genova Stefano Kovac in una nota molto personale ha spiegato anche alla propria base, la situazione difficile in cui si è venuta a trovare l’associazione, specchio comunque delle contraddizioni che vive la sinistra (basti pensare al corteo genovese del 3 febbraio a Genova dove pur senza l’adesione formale di Anpi e Cgil molti rappresentanti erano presenti in piazza).

“Non è facile essere “istituzionali” e criticare l anche radicalmente le politiche dei governi sui diritti, sulla guerra, sull’immigrazione, sulla globalizzazione come abbiamo fatto regolarmente in questi anni. Non è facile essere in piazza coi movimenti e non perdere i contatti con i circoli piu tradizionali. Ci abbiamo provato ed in larga parte ci siamo riusciti. In queste difficoltà a volte si sbaglia – scrive Kovac – ma guardate compagne e compagni buttarci addosso la croce ( e buttarla addosso ad anpi, libera, cgil) non risolverà alcuna delle contraddizioni della sinistra che ci affliggono in questo periodo difficile. Non sarà cercare qualcuno a cui dare le colpe che ci salverà, ne che sconfiggerà il razzismo ed il fascismo che monta ogni giorno di più. E’ solo accettando le diversità , le pluralità di posizioni, solo vivendo i conflitti ed abitando le contraddizioni riusciremo ad uscirne assieme più forti”.