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L’Università di Genova esclusa dal progetto Industria 4.0, il rettore si scaglia contro il governo

Lettera aperta di Paolo Comanducci alla ministra Fedeli

Genova. “Stupito e amareggiato, ferito da una palese ingiustizia. Si impedisce all’unico ateneo della Liguria di contribuire allo sviluppo del Paese in una sfida decisiva per il futuro delle giovani generazioni”. Lo scrive il rettore dell’Università di Genova nella lettera aperta inviata al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli dopo aver appreso che l’ateneo del capoluogo ligure non è compreso nell’elenco delle Università ammesse a presentare una proposta di progetto per la costituzione di un centro di competenza nell’ambito del piano Industria 4.0.

Comanducci elenca il lavoro già svolto col mondo imprenditoriale attorno al tema, cruciale per la Liguria, della protezione delle infrastrutture strategiche, individuando “nelle soluzioni intelligenti per la sicurezza informatica e per quella idrogeologica le metodologie di elezione; scegliendo il porto e le infrastrutture energetiche e ospedaliere come campi privilegiati di applicazione; valorizzando, in questo scenario secondo noi già di per sé promettente, l’esistenza a Genova del primo Impianto Faro per Industria 4.0, quello di Ansaldo Energia”.

“Noi intendiamo proseguire nel nostro impegno di ricerca e formazione nell’ambito della protezione delle infrastrutture strategiche e, più in generale, di Industria 4.0 – ricorda ancora Comanducci alla Fedeli -. Rafforzeremo tale impegno, lo valorizzeremo cercando finanziamenti e collaborazioni, diventeremo comunque un punto di riferimento nazionale ed europeo su questi temi. Il rammarico per il fatto che le potenzialità di questo impegno e di queste competenze siano state mortificate da un uso distorto di una valutazione parziale e incoerente della qualità della ricerca del nostro Ateneo, tuttavia, rimane”.