Lieto fine

La storia di Giovanni, ritrova la famiglia dopo un anno e mezzo in strada

Un happy ending che arriva dopo un anno e mezzo passato in questo angolo di Genova, con una seggiolino di plastica, dove riposava, e una grande valigia che si portava sempre dietro

Genova. “A volte basta veramente poco, un panino, una coperta, un posto dove fare una doccia, per aiutare una persona”. Maurizio, della comunità di Sant’Egidio, conclude con questa frase, molto semplice, la storia di Giovanni che da un anno e mezzo viveva in strada, nei portici, tr Via Petrarca e Piazza De Ferrari, che domenica scorsa ha potuto riabbracciare la sua famiglia.

A raccontare il lieto fine della sua storia alle tante persone che lo conoscevano, e che si erano preoccupate per la sua scomparsa un cartello su una colonna della piazza, in quella che era diventata la sua “casa” genovese. “Domenica 11 febbraio abbiamo trovato i parenti e Giovanni è tornato a vivere in famiglia”.

Un happy ending che arriva dopo un anno e mezzo passato in questo angolo di Genova, con una seggiolino di plastica, dove riposava, e una grande valigia che si portava sempre dietro. “Giovanni, in realtà il suo vero nome era un altro – spiega Maurizio – lo avevamo conosciuto durante i nostri giri serali, per la distribuzione di cibo e coperte. anni, lui era abbastanza scontroso e chiuso ma, giorno dopo giorno, portando il cibo che preferiva o qualche coperta, avevamo conquistato la sua fiducia”.

Giovanni viveva in una situazione particolarmente complessa, non voleva andare in dormitorio, come gli era stato offerto tante volte dai volontari della Comunità, ma preferiva rimanere in quell’angolo di città dove si era fatto anche molto amici, persone che passando lo salutavano o gli portavano un piatto caldo, a dormire per strada.

Poi il freddo dello scorso fine settimana, un piccolo malore e il ricovero al Galliera. “Il tam tam dei nostri amici di strada ci ha avvertito della cosa – continua Maurizio – e, una volta arrivati all’ospedale per assisterlo abbiamo trovato un bigliettino in una tasca con un numero di telefono e il nome di una donna. Era la sorella che lo cercava da un anno e mezzo, anche attraverso l’aiuto delle forze dell’ordine”.

Adesso Giovanni ha ripreso il suo vecchio nome ed è tornato a vivere con la sua famiglia ma, prima di andaresena, ha mandato un messaggio vocale, via wathsapp per ringraziare la comunità di Sant’Egidio: “Dell’aiuto che mi avete dato perché mi trovavo nei guai, ero sperso e ora ho ritrovato la mia famiglia”.

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