Gli esercenti dei cinema liguri contro 'Subs Hero': "Non proiettate quel film, inneggia alla pirateria" - Genova 24
Cinema

Gli esercenti dei cinema liguri contro ‘Subs Hero’: “Non proiettate quel film, inneggia alla pirateria”

Il regista, anch'esso ligure, Franco Dipietro: "Questa è vera censura"

Franco Dipietro SubsHero film Andora

Andora. Un documentario del quale è meglio “fare attenzione” perché inneggia ad un “comportamento potenzialmente dannoso per la categoria”. Non è certo un bello “spot” quello che l’Anec Liguria, l’associazione nazionale degli esercenti del cinema, insieme alla Fapav, Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, stanno facendo per “Subs Heroes”, il film del regista andorese Franco Dipietro che è uscito nelle sale il 30 gennaio.

La pellicola racconta la storia della più grande community di fansubbing (i creatori dei sottotitoli di film e serie tv) al mondo, ma ora è al centro di una grossa polemica. Il motivo è da ricercare proprio nell’attività degli “eroi digitali” protagonisti del documentario che, secondo le due associazioni, favorisce la pirateria.

Per questo il presidente dell’Anec Liguria Alberto Passalacqua, ha mandato a tutte le imprese associate una mail, nella quale ha allegato la dura presa di posizione dell’Anec, per ribadire che “sottotitolare senza autorizzazione opere protette da Diritto d’Autore è un reato”.

Una presa di posizione che non è piaciuta al regista del documentario che accusa: “Secondo noi questa è una vera e propria censura alimentata dalla lobby dei doppiatori e degli esercenti dei cinema che si sentono togliere lavoro dalla ventata di nuove generazioni che sanno l’inglese”.

E’ molto curioso – prosegue Dipietro – che il presidente dell’Anec si prenda la briga di mandare una mail con un ‘attenzione’ di questo genere. Sono onorato che il mio film faccia rumore, ma credo che questa sia vera censura visto che si dice che questo film inneggi a un comportamento potenzialmente dannoso per la categoria. Ricordo questo: lo Stato ci ha sostenuto con un contributo del Ministero considerando questo film di Interesse Culturale. Abbiamo ottenuto regolare visto censura. Non capiamo quindi perché dovrebbero censurarci gli esercenti del cinema che, guarda caso, stanno scomparendo”.

“Dire che Italian Subs favorisce la pirateria è come dire che l’insegnamento delle lingue straniere a scuola favorisce lo scaricamento di contenuti illegali. Le due cose non sono assolutamente collegate. Il nostro documentario è un film che abbraccia entrambi i punti di vista e, come dovrebbe fare ogni buon documentario, cerca di mettere lo spettatore nella condizione di giudicare il fenomeno da solo, raccontando tutti gli aspetti intorno. E’ ovvio quindi che non dovrebbe essere censurato. Se si pensa davvero che Italian Subs sia illegale, al massimo chiudete loro, ma non censurate il film” conclude il regista di Subs Heroes.

Questo invece il contenuto integrale del comunicato diffuso da Fapav:

La Community Italiansubs non valorizza le opere audiovisive! Italiansubs non aiuta a diffondere la cultura della legalità e lo sviluppo sano del mercato dell’audiovisivo! Occorre fare chiarezza: quando viene sottotitolata un’opera tutelata e non si detiene il diritto per farlo, si compie un reato. Italiansubs cosa fa? Traduce e rende disponibili i sottotitoli di opere audiovisive (film e serie televisive) in molti casi non ancora distribuite sul mercato italiano. Tutto questo senza aver chiesto il consenso ai titolari dei diritti.

Ergo la Community Italiansubs è illegale. Questo è quanto afferma Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale della FAPAV – la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali – che aggiunge “quanto realizzato da questa community viola la legge in quanto non in possesso del consenso per realizzare la traduzione in lingua italiana dei relativi dialoghi dei contenuti audiovisivi, generando un danno alle imprese che hanno investito in quel determinato prodotto e alterando il mercato stesso”.

È evidente, quindi, che allo sfruttamento dell’opera sulla rete senza le necessarie licenze si aggiunge l’incentivo di fare godere tale opera al pubblico, munita dei sottotitoli offerti gratuitamente. Ma non basta: chi può disporre in anticipo della visione del film o della serie tv e della lettura degli inerenti sottotitoli, genera un ulteriore danno ai licenziatari italiani dei diritti su tali opere, i quali debbono provvedere a proprio onere e spese al loro doppiaggio in lingua italiana. Al contempo, esse sono costrette anche a ridurre i propri budget destinati al doppiaggio con conseguenze dirette anche sull’occupazione dei doppiatori.

“Il mercato dell’audiovisivo oggi ha bisogno di essere sostenuto – conclude Bagnoli Rossi – la tutela e il contrasto ai comportamenti illeciti risultano fondamentali tanto quanto investimenti e idee creative. Tutti devono fare la propria parte, nel rispetto delle regole e con una visione culturale competitiva e globale. Non ci sono “supereroi” o nobili fini dietro la pirateria, ma solo grandi danni per il settore audiovisivo e tutti i suoi lavoratori”.