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Giornata nazionale del Braille, a Genova una mostra e un convegno per raccontare il mondo di ciechi e ipovedenti

Incontri rivolti ai cittadini e agli addetti ai lavori, tra palazzo Della Borsa e via XX Settembre

Genova. L’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, in occasione dell’11esima giornata nazionale del Braille che si celebra il 21 febbraio, organizza a Genova, due eventi: una mostra a palazzo della Borsa, dal 20 al 22 febbraio, un percorso espositivo tra le tecnologie più innovative e i servizi dedicati alle persone con disabilità visiva, e un convegno all’interno del quale prenderanno vita dibattiti, incontri culturali e testimonianze di esperienze quotidiane di persone non vedenti.

Il convegno alla presenza delle autorità locali, dei rappresentanti nazionali Uici e dell’Istituto italiano di Tecnologia, Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza, Istituto Chiossone si svolgerà il 21 febbraio alle 9e30 nella sala del Bi.Bi. Service, in via XX Settembre, 41.

La mostra, a Palazzo della Borsa, che inagurerà alle 14 del 20 febbraio, si intitola “Facciamoci Vedere: dall’intuizione all’inclusione. In mostra un viaggio lungo quasi un secolo”. L’evento, in occasione anche dei 150 anni dalla fondazione dell’Istituto David Chiossone di Genova, offrirà un percorso tra 27 stand espositivi con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini e agli addetti ai lavori, l’evoluzione delle tecnologie, le nuove soluzioni e i servizi per la disabilità visiva, sviluppate dalle strutture territoriali del sodalizio.

Un percorso di integrazione iniziato nel 1920 quando Aurelio Nicolodi – fondatore dell’Unione – diede vita a un sogno rivoluzionario: ‘Emancipare tutti i ciechi d’Italia’, arrivando fino ai giorni nostri attraverso un quotidiano cammino di inclusione. Nei tre giorni di apertura della mostra – dal 20 al 22 febbraio – sarà possibile scoprire le ultime innovazioni tecnologiche che supportano la vita delle persone cieche e ipovedenti, e il loro impatto sociale, nonché i servizi e le soluzioni oggi disponibili in Italia.

È, per esempio, il caso di OrCam MyEye, un innovativo dispositivo composto da una smart camera che aiuta le persone con disabilità visiva a riconoscere gli oggetti, consentendo così di fare la spesa o di ordinare al ristorante in modo autonomo, e il sistema di riconoscimento facciale di cui sono dotati consente loro di identificare e memorizzare i volti.

Non solo tecnologia futuribile ma anche servizi per avvicinare l’arte ai non vedenti e ipovedenti: tra gli espositori il Museo Tattile Statale Omero presenterà tre opere parte della celebre Sezione Itinerante “Bello e accessibile” il cui obiettivo è esportare l’esperienza e la filosofia del Museo veicolando l’idea di una cultura senza barriere.

Anche il tema del lavoro, fondamentale in un reale percorso di inclusione e realizzazione sociale per i lavoratori con disabilità visiva o plurima, viene affrontato, nel giorno dell’apertura della mostra-esposizione con un workshop dedicato (ore 17.30); un momento di confronto sulle nuove professioni che possono essere intraprese da persone cieche o ipovedenti con o senza minorazioni aggiuntive. Si racconterà anche di percorsi sperimentali e di progetti speciali che l’U.I.C.I. sta sviluppando o ha già avviato, per offrire nuove opportunità professionali in settori sin d’ora poco praticati, uscendo quindi dalle logiche che considerano le persone cieche e ipovedenti connesse a specifici lavori (come il centralinista, fisioterapista, eccetera).

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