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Fratelli D’Italia, la denuncia-gaffe del commissario: “Manifesti strappati”. Ma erano irregolari

I manifesti, così come quelli degli altri partiti sono stati "oscurati" come prevede la legge 30 giorni prima del voto. Lo conferma la ditta incaricata delle affissioni

Genova. “Un atto gravissimo quello a cui stiamo assistendo in tutta Italia”. Così il commissario provinciale di Fratelli d’Italia Ubaldo Borchi denuncia in un post su facebook i manifesti strappati del partito con la faccia della leader Giorgia Meloni. Borchi parla di un “attacco costante e continuo”.

“Speravamo che a Genova prevalesse il buonsenso al posto dell’acrimonia -dice – purtroppo rileviamo che non è così, qualcuno pensa che impedire di comunicare sia un atto democratico ma non è così”.

Ciò che Borchi però sembra dimenticare è che allo scattare dei 30 giorni dal voto la legge prevede che non si possa fare pubblicità “fissa”, per cui sono stati oscurati i manifesti dei partiti, togliendo il simbolo e la faccia riconoscibile.

La norma è citata nell’articolo 6 della legge che disciplina la campagna elettorale “Dal trentesimo giorno precedente la data fissata per le elezioni è vietata ogni forma di propaganda elettorale luminosa o figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico, escluse le insegne indicanti le sedi dei partiti. È vietato, altresì, il lancio o il getto di volantini in luogo pubblico o aperto al pubblico e ogni forma di propaganda luminosa mobile”.

I manifesti non a caso stati non “strappati” ma tecnicamente “oscurati” la notte di venerdì, cioè 30 giorni prima delle elezioni come prevede la legge come confermano dalla ditta Olcese che si occupa delle affissioni e delle disaffissioni: “La legge prevede che vengano oscurati sennò scatta la penale – spiega un collaboratore – e così come abbiamo fatto anche per gli altri partiti dove possibile li abbiamo coperti ma in molti casi oscurati strappandoli per non far riconoscere il simbolo. Non sono quindi stati vandalizzati da nessuno”.