Il processo

Disordini a convegno ultradestre, per gli antifascisti a processo donazione al Gaslini

Sette a processo, quattro i patteggiamenti richiesti su cui il gup deciderà il 12 aprile

Genova. Doneranno circa 200 euro ciascuno all’ospedale Gaslini come gesto risarcitorio quattro dei sette antifascisti finiti a processo per i disordini scoppiati l’11 febbraio di un anno fa in occasione del convegno dei movimenti di ultradestra che si tenne nella sede genovese di Forza Nuova in via Orlando a Sturla.

Nell’occasione fu organizzato un grande corteo antifascista con la partecipazione anche dell’Anpi, dei sindacati e delle forse politiche di centro sinistra. Ad un certo punto quando per consentire il passaggio di un’ambulanza il cordone di polizia protetto dagli ‘alari’ si era aperto, un ristretto gruppo di manifestanti era avanzato con caschi e cinture verso lo schieramento di polizia che aveva risposto con una carica di alleggerimento.

I quattro manifestanti, con l’assenso del sostituto procuratore Fabrizio Givri, hanno chiesto di patteggiare pene comprese tra i 6 e gli 8 mesi. Altri due hanno scelto il rito abbreviato. Un settimo manifestante invece, imputato di un reato minore, ha scelto la via dell’oblazione. Su tutto deciderà il gup Ferdinando Baldini nell’udienza già fissata per il 12 aprile. I sette, imputati a vario titolo di resistenza, travisamento, accensione di fumogeni e porto di oggetti atti a offendere, sono difesi dagli avvocati Laura Tartarini, Alessandro Gorla, Emanuele Tambuscio e Matteo Carpi.

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