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Depositi costieri, Liberi e Uguali lancia “Ipotesi Zero”. Nattero: “Futuro Cornigliano e Multedo può essere diverso”

La candidata alla Camera lancia l'idea: "E' necessario ripensare il futuro dei nostri territori, a partire dalla sicurezza delle persone"

Genova. Liberi e Uguali interviene a gamba tesa sul dibattito che sta animando la Genova industriale e la Genova ambientalista, vale a dire la sorte dei depositi costieri Carmagnani e Superba di Multedo.

Carla Nattero, capolista per il plurinominale per la Camera di Ponente per la formazione politica di Pietro Grasso lancia infatti l’Ipotesi Zero: “È arrivato il tempo di uscire definitivamente dal ricatto atroce “O lavoro, o salute” – si legge in un comunicato stampa – Il nostro paese da anni non ha una politica industriale degna di questo nome, e manca di una politica altrettanto degna per quanto riguarda l’ambiente”.

Il riferimento è proprio alla polemica in corso in questi mesi sul futuro dei due impianti classificati come “a Rischio di Incidente Rilevante”, che alcuni ipotizzavano nelle aree ex Ilva di Cornigliano, ipotesi mai smentita dalla giunta Bucci.

“Una scelta che sarebbe miope – continua Nattero – e che configurerebbe un vero e proprio tradimento per i cittadini di Cornigliano, da anni “appesi” alle promesse della politica. Nel programma di Liberi e Uguali c’è una prospettiva: quella di arrivare entro il 2050 a superare la dipendenza da questo tipo di economia e comunque di allontanare determinate lavorazioni potenzialmente pericolose dai centri urbani. Per Genova, come per altre zone del nostro paese, dobbiamo forse iniziare a pensare all’Ipotesi Zero, cioè a chiudere gli stabilimenti non compatibili con questo futuro?”.

Un’idea che farà discutere: “Ovviamente per fare questo ci vuole una classe dirigente progressista che sappia accompagnare questa scelta sicuramente non facile, senza abbandonare i lavoratori e le loro famiglie. Queste scelte però devono essere programmate e verificate rapidamente”.

Il comunicato stampa, firmato anche da Nadia Carì, consigliera del Municipio VI – Medio Ponente – termina con una sorta di appello: “Non è più pensabile compromettere un territorio, come Cornigliano e Multedo, per mantenere degli impianti industriali che arricchiscono i pochi mentre mettono in pericolo i molti. Noi crediamo che sia necessario ripensare il futuro del nostro paese a partire dagli spazi dei territori e dalla sicurezza delle persone”.